Fondo di solidarietà per il trasporto aereo

Come è nato e a cosa serve

Il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo e del sistema aeroportuale è stato istituito con il decreto interministeriale n. 95269 del 7 aprile 2016, pubblicato nella G.U. n. 118 del 21 maggio 2016, che, in attuazione dell’art. 40, comma 9, del D.lgs. 148/2015, ha adeguato alle disposizioni del decreto legislativo medesimo la disciplina del previgente Fondo speciale per il sostegno del reddito e dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo, a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Il Fondo ha lo scopo di attuare interventi nei confronti dei lavoratori delle imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese del sistema aeroportuale, di cui all’articolo 20, comma 3, lettera a), del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, che siano finalizzati a:

  • assicurare ai lavoratori una tutela in caso di cessazione del rapporto di lavoro integrativa rispetto all’ASpI/ NASpI o indennità di mobilità;
  • assicurare la protezione del reddito ai lavoratori che in costanza di rapporto di lavoro subiscano processi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per cause previste dalla normativa per le quali opera, a qualsiasi titolo, una integrazione salariale;
  • prevedere assegni straordinari per il sostegno del reddito riconosciuti nel quadro di processi di agevolazione all’esodo a lavoratori che raggiungano i requisiti previsti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato nei successivi cinque anni;
  • contribuire al finanziamento di programmi formativi di riconversione o riqualificazione professionale, anche in concorso con gli appositi fondi nazionali o dell’unione europea.

Quali prestazioni e per quali destinatari

Il Fondo attualmente eroga le seguenti prestazioni:

  1. prestazioni integrative della misura dell’indennità di mobilità ordinaria (abrogata dal 1° gennaio 2017), dell’indennità ASpI/ NASpI e del trattamento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria anche a seguito della stipula di un contratto di solidarietà;
  2. prestazioni integrative della durata, per un massimo di due anni, dell’indennità di mobilità o di ASpI/ NASpI per ciascun lavoratore beneficiario, limitatamente alle prestazioni di mobilità o ASpI/ NASpI richieste e godute per il periodo decorrente dal 1° luglio 2014 fino al 30 giugno 2016;

Beneficiari del Fondo sono i lavoratori delle imprese del trasporto aereo e di gestione aeroportuale e società da queste derivate, nonché imprese del sistema aeroportuale, di cui all’art. 20, co. 3, lett a) del D.Lgs. n. 148/2015, per cui, sia personale di volo che di terra, per un totale di circa 150.000 potenziali beneficiari (mediamente 1 su 10 ne usufruisce ogni anno).

Le prestazioni integrative del Fondo, in quanto accessorie, sono subordinate alla sussistenza delle prestazioni principali di riferimento che integrano e delle quali seguono le sorti e il regime normativo ordinario.

Si precisa inoltre che, atteso quanto disposto dall’art. 26, comma 7, del D. Lgs. n. 148/2015, in generale, tutte le prestazioni erogate dal Fondo non si applicano ai dirigenti in quanto non espressamente previsto dal decreto interministeriale.

L’integrazione erogata è tale da garantire che il trattamento complessivo sia pari all’80% della retribuzione lorda di riferimento, risultante dalla media delle voci retributive lorde fisse, delle mensilità lorde aggiuntive e delle voci retributive lorde contrattuali aventi carattere di continuità, percepite dall’interessato nei 12 mesi precedenti l’istanza

Pertanto, i lavoratori possono arrivare a percepire una prestazione che supera di gran lunga i massimali annualmente previsti per le prestazioni di CIGS, mobilità e Aspi/ Naspi. La prestazione integrativa supera, soprattutto nel caso dei piloti, i 10 mila euro mensili lordi, con casi limite in cui la prestazione si avvicina ai 30 mila euro lordi al mese (si veda la tabella Numero di prestazioni per classi di importo).

Tebella numero prestazioni 

La durata massima della CIGS può variare di 12 ai 36 a seconda della causale invocata, salvo eventuali proroghe. La durata della mobilità ordinaria, abrogata dal 1° gennaio 2017, era variabile (da 1 a 3 anni), a seconda dell'età del lavoratore e dell'ubicazione dell'azienda, mentre quella della Naspi può arrivare ad un massimo di 24, a seconda delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro. Pertanto, un lavoratore che avesse diritto anche all’integrazione di durata potrebbe arrivare a beneficiare, nel caso di mobilità ordinaria, dei trattamenti del FTA fino a 5 anni.

Come funziona e con quali risorse

I criteri, la disciplina e le modalità di gestione del Fondo sono definiti, oltre che dal citato decreto interministeriale n. 95269/2016, dalle disposizioni che disciplinano i fondi di solidarietà contenute negli artt. 26 e ss. del D. Lgs. n. 148/2015 e dalle circolari applicative dell’Istituto.

La disciplina prevista dal D.I. n. 95269/2016 si applica alle prestazioni integrative a carico del Fondo che decorrono dalla data del 1° gennaio 2016. Alle domande presentate prima dell’entrata in vigore del citato decreto e non ancora decise, si applicheranno le nuove o le vecchie regole a seconda della data di decorrenza delle prestazioni: se precedente al 1° gennaio 2016, si applicherà il vecchio regolamento, se successiva si applicherà il nuovo decreto.

La gestione del flusso amministrativo sotteso all’erogazione degli assegni integrativi si compone di due fasi, una istruttoria, svolta dalla Filiale di Coordinamento di Roma Eur e dalla Direzione generale, finalizzata all’emissione della deliberazione di autorizzazione da parte Comitato Amministratore del Fondo, e l’altra di pagamento diretto della prestazione ai lavoratori beneficiari, a cura delle sedi competenti che per lo stesso lavoratore hanno in carico la domanda della prestazione che si va ad integrare.

In particolare il D.I. prevede che l’accesso alle prestazioni da parte delle aziende sia subordinato al possesso della regolarità contributiva con riferimento alla totalità dei versamenti dovuti all’Istituto, ivi compresi i versamenti dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco di cui all’art. 6 quater, comma 2, D.L. n. 7/2005, convertito con modificazioni, dalla L. n. 43/2005 e all’art. 4,comma 75 della Legge n. 92/20012. La regolarità contributiva viene verificata anche con riferimento alla normativa prevista in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC). Nell’ipotesi in cui il datore di lavoro fosse destinatario di un provvedimento di reiezione della domanda a causa delle accertate irregolarità sopra specificate, potrà procedere alla presentazione di una nuova domanda di accesso, solo previa regolarizzazione della propria posizione debitoria.

Inoltre, il decreto stabilisce che il Fondo versi alla gestione di iscrizione dei lavoratori interessati la contribuzione correlata per il periodo di erogazione della prestazione integrativa della durata. La contribuzione versata è utile per il conseguimento del diritto a pensione e per la determinazione della misura. L’INPS determina il valore della contribuzione correlata con le medesime modalità stabilite per la prestazione pubblica da integrare.

In base a quanto previsto dal citato decreto interministeriale n. 95269, il Fondo viene alimentato da un contributo ordinario sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali pari allo 0,50% di cui due terzi a carico dei datori di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori del settore. Il contributo, pertanto, è calcolato solo su una parte della retribuzione percepita, rimanendo escluse tutte voci esenti sotto il profilo previdenziale (ad es. il 50% dell’indennità di volo). A titolo meramente esemplificativo, un pilota che nel mese “x” 2018 ha una retribuzione imponibile pari a 8.000 euro (retribuzione imponibile comprensiva dell’indennità di volo al 50%), versa al Fondo, per detto mese di competenza, un contributo di circa 40 euro (dei quali la quota a carico del lavoratore è pari a circa 13 euro), mentre, in caso di sospensione per CIGS, a fronte di una retribuzione lorda di riferimento di 10.000 euro percepisce 8.000 euro mensili tra prestazione integrativa (€ 6.820) e prestazione di base (€ 1.180).

Il decreto conferma, inoltre, che fino al 31 dicembre 2018, al fondo continua ad affluire l’incremento dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco – pari a tre euro a biglietto – di cui all’art. 6 quater del D.L. n. 7 del 2015.

L'attuale finanziamento del FSTA è costituito per quasi la totalità dai proventi dell'imposizione fiscale sui passeggeri (si veda la tabella Le fonti di finanziamento). Ad esempio, il Fondo nel 2017 ha incassato 7,2 milioni di euro dalle aziende e dai lavoratori del settore e 249,5 milioni dai "3 euro a biglietto", che hanno così contribuito per il 97% alle entrate del Fondo.

Tabella delle fonti di finanziamento 

Disponibilità finanziarie attuali del Fondo

Attualmente, considerate le entrate contabilizzate a febbraio 2018, il Fondo ha una disponibilità finanziaria, al netto delle somme già impegnate a seguito di delibere assunte, pari a circa 402 milioni di euro.

Ammortizzatore sociale previsto dalla legislazione italiana che consiste in una prestazione economica erogata dall’INPS. Integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

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