Emersione rapporti di lavoro non risultanti da scritture obbligatorie

PRESUPPOSTI

ATTENZIONE: la seguente pagina è archiviata e le notizie e informazioni presenti hanno solo un valore storico e potrebbero non essere più in linea con la normativa vigente alla data di oggi.


Allo scopo di consentire la cd. "emersione", ossia la fuoriuscita da una zona di assoluta inconoscibilità ai fini lavoristici, fiscali e previdenziali di rapporti di lavoro dipendente, la legge finanziaria per l'anno 2007 (l.296 del 27 dicembre 2006) ha previsto, all'art.1, commi da 1192 a 1201, una specifica procedura di regolarizzazione di tali rapporti.
L'originaria "finestra temporale", disposta sino a tutto il 30 settembre 2007, è stata prorogata al 30 settembre 2008, per effetto del'art.7 co.2 della l. 31 del 28 febbraio 2008 (di conversione del d.l. 248 del 31 dicembre 2007). Di conseguenza, il periodo massimo regolarizzabile è esteso fino al mese-paga di settembre 2008. Qualora un'azienda avesse già avviato la procedura di emersione per altri lavoratori, potrà estendere fino a settembre 2008 la sola regolarizzaione dei lavoratori non interessati da precedente procedura.
Secondo quanto previsto con circ. 116 del 7 settembre 2007, la procedura andava avviata tramite la presentazione della relativa istanza (la cui modulistica è reperibile sul sito www.inps.it), da parte del datore di lavoro, alla sede Inps competente per territorio: quest'ultima normalmente conicide con quella competente rispetto al luogo di svolgimento della prestazione lavorativa dipendente da regolarizzare.
Deve trattarsi di rapporti la cui esistenza sia assolutamente sconosciuta e non conoscibile, ossia non risultante (neppure parzialmente) da alcuna scrittura (ad es. libro-presenza) o comunicazione obbligatoria (ad es. le comunicazione di assunzione effettuate ai competenti servizi per l'impiego).
Fuoriescono, pertanto, dalla sfera di applicabilità della normativa in questione tutte le ipotesi di rapporto di lavoro meramente irregolare, ovvero quelle in cui, pur essendosi effettuate le prescritte comunicazioni e registrazioni, non vi sia alcun versamento della contribuzione obbligatoria dovuta.
Fuori dalla portata della norma resta pure la regolarizzazione dei rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari non in regola con le norme sul soggiorno nel territorio nazionale al momento della costituzione del rapporto di lavoro stesso.
I datori di lavoro interessati sono tutti i datori di lavoro subordinato (inclusi i datori di lavoro agricolo e domestico) sia con riferimento a lavoratori cittadini italiani, sia ad altra manodopera comunitaria, sia a soggetti extracomunitari in regola con le norme sul soggiorno.
Sono, tuttavia, esclusi quei datori di lavoro che, con riferimento al rapporto da regolarizzare, siano già andati soggetti a provvedimenti amministrativi (cartella esattoriale o ordinanza-ingiunzione) o giurisdizionali definitivi (sentenze passate in giudicato, decreti ingiuntivi non opposti). Del pari escluse sono le ipotesi di regolarizzazione spontanea da parte del datore di lavoro o quelle susseguenti ad accertamento ispettivo e relativa verbalizzazione.
Fermo restando il periodo prescrizionale massimo di cinque anni dalla data di presentazione dell'istanza di emersione, il rapporto di lavoro da regolarizzare deve avere avuto una durata di almeno due anni antecedenti l'avvio della procedura. Sono ammesse tutte le tipologie di rapporto di lavoro subordinato (anche quelle, come l'apprendistato, aventi parzialmente carattere formativo) ed escluse quelle (come il lavoro intermittente) che di per sè non diano garanzia di effettiva stabile occupazione.
Ulteriore presupposto è, infine, la stipula di una  accordo (a livello aziendale o territoriale) tra datore di lavoro ed organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Ove l'azienda sia stata già oggetto di accertamento ispettivo e risultino, tuttavia, posizioni lavorative non verificate alle medesime condizioni di quelle già oggetto di accertamento, l'accordo sindacale deve necessariamente ricomprendere nell'emersione le posizioni di tutti questi ultimi lavoratori. All'accordo deve essere allegato apposito elenco nominativo dei lavoratori da regolarizzare.
Con msg.006121 del 16.03.2009 l'Istituto ha preso atto del parere 1073/2008 del Consiglio di Stato il quale ha ritenuto non sussistere motivi ostativi all'estensione della sanatoria a quei datori di lavoro che abbiano regolarizzato rapporti di lavoro a seguito di accertamenti ispettivi e solo successivamente abbiano stipulato
il relativo accordo sindacale.
Sono ammesse le procedure di conciliazione individuale tra i datori di lavoro ed i lavoratori regolarizzati, ma esse non possono incidere sugli obblighi contributivi legislativamente dovuti e non possono comunque condurre a denunce contributive con retribuzioni inferiori ai minimali, giornalieri od orari (nel caso di part-time), previsti per legge.


ISTRUTTORIA E PROCEDURA


L'attività istruttoria è demandata all'Inps. Previa verifica dei requisiti, l'esito di tale attività viene trasmessa ad una Collegio di cui fanno parte i direttori della Direzione provinciale del Lavoro, dell'INPS, dell'INAIL e degli altri enti previdenziali competenti per territorio. Il coordinamento delle attività del Collegio è rimesso dal Direttore della DPL competente. Il Collegio decide a maggioranza. Il provvedimento di accoglimento adottato dal collegio determina l'estinzione di tutte la sanzioni penali, civili ed amministrative connesse alla mancata denuncia ed al mancato versamento contributivo. La revoca del provvedimento comporta, invece, l'automatica imputazione delle somme versate ai contributi dovuti ed il ripristino dell'originario sistema sanzionatorio. Avverso i provvedimenti del Collegio possono essere promossi il ricorso giursdizionale al TAR o quello straordinario al Capo dello Stato (v. circ. 56 dell'8 maggio 2008)
L'eventuale rateizzazione della contribuzione, essendo prevista per legge, non necessita dell'avvio di una procedura di dilazione contributiva.
Il versamento della contribuzione dovuta andrà effettuato tramite mod F24 con le seguenti causali


EMDM (PER LE REGOLARIZZAZIONI DELLE AZIENDE TENUTE ALLA PRESENTAZIONE DEL DM)


EMLA (PER LE REGOLARIZZAZIONI DLLE AZIENDE AGRICOLE)


Andrà inoltre riportato, nella riga del mod F24, il codice della sede Inps competente, la matricola Inps aziendale, il periodo regolarizzato e l'importo dovuto.

I contributi versati a titolo di regolarizzazione dovranno essere esposti nel flusso EMENS: il codice assunzione "1N" contraddistingue i lavoratori assunti in esecuzione di un programma di emersione.


La procedura per l'inserimento telematico delle domande di emersione è stata rilasciata con messaggio n°22035 del 03.10.2008 ed ulteriormente aggiornata con il messaggio 13690 del 16 giugno 2009 che ha previsto la possibilità per le varie Sedi Inps di effettuare la lavorazione delle pratiche anche tramite modalità di sussidiarietà.




Denuncia mensile che il datore di lavoro fa di tutti i dati dei dipendenti e collaboratori riguardanti il rapporto assicurativo con l'INPS.

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