Vittime del terrorismo: chiarimenti sul trattamento pensionistico

In merito a quanto riportato da alcuni articoli di stampa pubblicati giovedì 30 luglio, si precisa che l’Inpdap non ha “attuato alcun blocco all’ erogazione delle pensioni così come stabilito dalla Legge 206 del 2004” né tantomeno ha “revocato, con una circolare la sua precedente decisione rendendo provvisorie le pensioni definitive erogate dal 2006”.

Cosa prevede l’articolo 4 della legge 206 del 2004
L’articolo 4, comma 2, della Legge 206 del 2004  prevede, per tutti coloro che abbiano subito un’invalidità permanente pari o superiore all’80% della capacità lavorativa, causata da atti di terrorismo e dalle stragi di tale matrice, il diritto immediato alla pensione diretta, in misura pari all’ultima retribuzione percepita.
Tale norma non specifica se l’attività lavorativa dalla quale deriva il trattamento pensionistico dell’interessato deve essere in atto al momento del verificarsi dell’evento terroristico o se la stessa possa essere stata intrapresa anche successivamente al verificarsi dello stesso.
Le circolari numero 30 del 23ottobre 2007 e numero 122 del 24 ottobre dello stesso anno, rispettivamente dell’Inpdap e dell’Inps, diramate per l’uniforme applicazione dei benefici previsti dalla citata legge 206, si limitano a riportare il dettato normativo.

Richiesta del parere al Consiglio di Stato
Comunque, a seguito di numerose richieste di concessione della pensione immediata, in base alle disposizioni dell’articolo comma 2, della legge in esame, da parte di soggetti portatori di grado di invalidità pari o superiore all’80%, che avevano intrapreso la prima attività lavorativa dopo l’evento terroristico, i due Enti previdenziali hanno avvertito l’esigenza di un’interpretazione della norma che chiarisse definitivamente quali fossero i destinatari del citato beneficio.
Paradossalmente, infatti, applicando alla lettera la norma di legge, un soggetto che in conseguenza di un attentato terroristico abbia perso la vita o sia impossibilitato ad intraprendere qualsiasi attività lavorativa non otterrebbe alcun trattamento pensionistico, mentre colui che abbia potuto intraprendere successivamente all’evento terroristico una qualsiasi attività lavorativa, anche se solo per un giorno, avrebbe diritto ad un trattamento pensionistico pari all’ultima retribuzione percepita.
Da ciò  la necessità, condivisa dai due Enti previdenziali nel corso dei numerosi tavoli tecnici che si sono svolti presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, di sottoporre la norma ad un parere del Consiglio di Stato che potesse definitivamente dare soluzione alla problematica.
E’ stata inoltre diramata un’ulteriore nota operativa (vedi Documentazione) nella quale è precisato che, nella fattispecie su esposta, i trattamenti di pensione saranno liquidati con la sola avvertenza che detti trattamenti potrebbero subire delle modifiche a seguito del parere che sarà fornito dal Consiglio di Stato.

Roma, 31 luglio 2009

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