Iscrizione al fondo credito: cambia il silenzio–assenso

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Con la manovra finanziaria per il 2008 cambierà il meccanismo di iscrizione alla Gestione credito e attività sociali, il fondo al quale dipendenti e pensionati pubblici possono aderire per accedere alle prestazioni dell’area credito e attività sociali dell’Inpdap.

Sono interessati i pensionati Inpdap e i dipendenti e pensionati delle amministrazioni pubbliche (come intese dall’articolo 1 del dlgs 165/2001) ai quali il dm 45/2007 ha esteso la possibilità di iscrizione alla gestione credito, finora riservata ai soli lavoratori iscritti all’Inpdap ai fini pensionistici.

Iscrizione, non adesione e recesso: novità in arrivo

L’iscrizione al fondo, che per effetto del decreto ministeriale 45/2007 era automatica a partire dal primo novembre, con l’approvazione del decreto legge collegato alla finanziaria diventer esplicita: vale a dire che i dipendenti e pensionati pubblici che intendono iscriversi dovranno presentare esplicita domanda.

Va comunque detto che il provvedimento è ancora in fase di approvazione da parte del Parlamento. Fino a quel momento, quindi, restano valide le vecchie regole e chi non intende aderire alla Gestione credito deve presentare le domande di recesso o di non adesione. Ulteriori chiarimenti saranno resi noti non appena concluso l’iter parlamentare.

Iscrizione, non adesione e recesso: cosa fare nel frattempo

I pensionati Inpdap possono utilizzare il modulo di non adesione scaricabile a fondo pagina: il modulo, compilato in tutte le sue parti, va presentato, oppure spedito per posta o per fax, alla Sede Inpdap provinciale o territoriale di residenza. Inoltre, per sei mesi a partire dalla prima trattenuta, i pensionati Inpdap che hanno aderito alla Gestione credito possono decidere di recedere dall’iscrizione utilizzando, con le stesse modalità appena esposte, il modulo di recesso scaricabile a fondo pagina.

I pensionati Inpdap che decideranno di non aderire o di recedere dall’iscrizione continueranno ad avere accesso ai benefici di tipo sociale.

I dipendenti di enti e amministrazioni non iscritte all’Inpdap devono comunicare la loro volontà di non adesione all’ente o amministrazione di appartenenza entro il 31 ottobre, oppure hanno sei mesi a partire dalla prima trattenuta per recedere dall’iscrizione con le stesse modalità. I pensionati di enti o amministrazioni non iscritte all’Inpdap devono comunicare la loro volontà all’ente previdenziale che eroga l'assegno di pensione; anche i pensionati non Inpdap possono recedere dall’iscrizione entro sei mesi dalla prima trattenuta con le stesse modalità.

I dipendenti pubblici in servizio iscritti all’Inpdap ai fini pensionistici, invece, mantengono l’obbligo di iscrizione e di versamento del contributo.

Cosa è la Gestione unitaria credito e attività sociali dell’Inpdap?

Si tratta di un fondo costituito nel 1996 per finanziare le attività con finalità sociale che esulano dall’ambito strettamente previdenziale dell’Inpdap. Le prestazioni offerte dall’Inpdap con tale fondo sono in parte finanziate dalla contribuzione dei lavoratori: i dipendenti pubblici iscritti all’Inpdap infatti gi versano lo 0,35% della loro retribuzione lorda, con la trattenuta che nel cedolino viene chiamata "Ritenuta fondo credito". Di anno in anno, a seconda delle disponibilit di budget, la Gestione credito determina i servizi da offrire e i criteri con cui vengono concessi.


Quali sono i vantaggi dell’iscrizione?

L’adesione alla Gestione credito garantisce l’accesso a prestazioni di tipo creditizio e sociale. Tra le prime ci sono piccoli prestiti rimborsabili in 12, 24, 36 o 48 mesi, prestiti pluriennali con cessione del quinto erogati direttamente o garantiti dall’Inpdap e mutui ipotecari edilizi per la prima casa a 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Tra i benefici sociali, alcune prestazioni sono dedicate ai giovani: convitti e vacanze studio in Italia e all’estero, borse di studio, master e dottorati di ricerca; altre sono studiate per i pensionati.

Quali contribuzioni comporta l’iscrizione?

I lavoratori in servizio coinvolti dal decreto ministeriale 45/2007 che aderiranno alla Gestione credito contribuiranno con le stesse modalità dei dipendenti pubblici iscritti all’Inpdap, ovvero con una quota pari allo 0,35% dello stipendio lordo. I pensionati invece verseranno una contribuzione pari allo 0,15% della pensione lorda (se la pensione inferiore a 600 euro lordi, al pensionato non verrà richiesto alcun contributo per accedere alle prestazioni offerte).

 23 Ottobre 2007

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