2 Euro di pensione?

 

Mercoledì 19 agosto vari quotidiani – la Repubblica, l’Unità, Il Messaggero, Il Tempo, Libero – riportano con grande evidenza la notizia di una signora, insegnante collocata a riposo, che si è vista accreditare dall’Inpdap la pensionedi 2 Euro. Il giorno seguente anche il Tg1 riprende il fatto nell’edizione delle tredici e trenta con un servizio ricco di dettagli.

 

Purtroppo però né gli autori degli articoli né l’autore del servizio TV avvertono l’esigenza professionale di verificare anche presso gli uffici del nostro Istituto “il perché e il percome” di quell’importo mensile.

 

Se l’avessero fatto, avrebbero ricevuto tutte le spiegazioni del caso, con il risultato che – probabilmente – ne avrebbe sofferto la sensazionalità dei titoli, ma in compenso si sarebbe reso un servizio utile ai lettori e ai telespettatori.

 

Poiché così non è stato, Giuseppina Santiapichi – direttore generale dell’Inpdap – ha scritto alle testate giornalistiche interessate per fornire ogni informazione in merito.

Di seguito riportiamo la lettera, invitando quanti utilizzano il nostro sito a visitare anche la sezione richiamata a fine pagina.

 

“ Spett.le Redazione – scrive il direttore generale - sul vostro giornale e su altre testate è stata pubblicata la protesta della signora Franca Brusa e di altri pensionati per il pagamento dell’importo di due euro della pensione relativa alla rata di agosto. Considerato che la questione riguarda da molti anni decine di migliaia di contribuenti e tutti i sostituti d’imposta, ritengo opportuno fornire alcune informazioni utili anche per il futuro.

  • Il problema si riferisce all’assistenza fiscale fornita attraverso la presentazione del modello 730 compilato direttamente dal contribuente (assistenza diretta) e dai centri di assistenza autorizzati (Caf o liberi professionisti ecc.).
  • Nel caso in questione relativo alla signora Franca Brusa, il modello è stato compilato dalla signora stessa che ha segnalato ulteriori redditi, oltre a quello corrisposto da questo Istituto, senza indicare la relativa Irpef trattenuta. A seguito dei calcoli elaborati è emerso il debito che l’Istituto, come qualunque altro sostituto d’imposta, è obbligato a trattenere in unica soluzione sulla base delle norme vigenti e delle circolari diramate dall’Agenzia delle Entrate. Il sostituto d’imposta non ha alcun potere di intervento a meno che il contribuente non richieda sul modello 730 la rateizzazione in un massimo di quattro rate. Nel caso della signora Brusa non c’è stata alcuna richiesta in tal senso.
  • Il debito accertato è stato dunque recuperato sull’intera rata di agosto e il rimanente debito sarà recuperato sulla successiva rata di settembre. Inoltre sulla pensione di novembre sarà recuperata la seconda rata di acconto, come previsto dalle disposizioni fiscali vigenti.
  • Quindi, nel caso sopra esposto, come già detto, l’Istituto non aveva possibilità di intervento. A questo punto la signora Brusa deve verificare la correttezza dei dati da lei indicati ed eventualmente, nel caso si tratti di una sua errata segnalazione, può contattare il personale di questo Istituto che le fornirà l’assistenza necessaria per provvedere alla compilazione di un nuovo modello 730 integrativo che consentirà di calcolare l’eventuale rimborso delle somme trattenute ed evitare la trattenuta della seconda rata di acconto sulla pensione di novembre”.

Così conclude la dottoressa Santiapichi: “ Sperando di aver contribuito a dare una corretta informazione sui casi in questione che si presentano ogni anno, si conferma la disponibilità delle strutture Inpdap a risolvere eventuali errori commessi dai contribuenti”.

Roma, Agosto 2008

Imposta sul reddito delle persone fisiche.

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