Welfarte

Aprendo le porte di un palazzo ricco di storia e di valore artistico, l’Inps intende far conoscere il suo patrimonio artistico, che appartiene alla collettività, e documentare come questo venga tutelato per trasferirlo alle generazioni future.


Le opere

Il patrimonio artistico dell’Inps è costituito da opere appartenenti al '900 italiano: architetture, dipinti e sculture. Un’importante sintesi delle diverse tendenze artistiche che hanno caratterizzato un pezzo di storia recente, cui si aggiungono quattro dipinti del '600 acquisiti dalla collezione Sciarra Barberini nel 1904.


Come si forma la collezione d’arte dell’Inps

Già nei primi anni del '900, per svolgere la sua attività istituzionale e favorire la vicinanza ai cittadini, l’Istituto acquista palazzi collocati al centro delle città, con spiccato pregio storico e artistico.  E’ il caso di Palazzo Sciarra in via del Corso a Roma, con al suo interno parte della collezione Barberini Colonna di Sciarra, di Palazzo Pazzi a Firenze, un gioiello dell’architettura rinascimentale opera di Giuliano da Maiano pare su disegno del Brunelleschi, e della storica sede milanese di piazza Missori, progettata da Marcello Piacentini.

Dagli anni Quaranta, l’Inps costruisce nuovi palazzi da adibire a proprie sedi e commissiona numerose opere d’arte, in virtù della legge che destinava il due per cento degli stanziamenti per la costruzione di edifici pubblici all’abbellimento artistico di questi immobili.

Alla collezione Barberini Colonna di Sciarra si va così ad aggiungere un’importante collezione di dipinti e sculture. Cascella, Purificato, Montanarini, Trombadori, Francalancia sono alcuni dei nomi che firmano questo patrimonio. L’Inps conserva inoltre gli studi preparatori di artisti come Cocchioni, De Laurentiis, Poggiali, Leonardi, Gheno e Guidi, che, nel tempo, hanno acquisito un proprio valore, non solo per gli studiosi d’arte.


Il tesoro di Inpdap e Enpals

Nel 2012 l’Inps incrementa il proprio patrimonio artistico incorporando due grandi istituti previdenziali, l’Enpals e l’Inpdap. La collezione d’arte dell’Enpals comprende oltre settecento opere, firmate, tra gli altri, da Consagra, Scarpitta, Turcato, Capogrossi, Crippa, Dorazio, Perilli e Guttuso. Il patrimonio  dell’Inpdap comprende invece i palazzi storici dei Convitti di Arezzo, San Sepolcro, Spoleto e Anagni, ricchi di opere d’arte, tra le quali una tavola del XIII secolo rinvenuta recentemente.

Il patrimonio artistico dell’Inps appartiene alla collettività e l’Inps lo valorizza e lo tutela per trasferirlo alle generazioni future.

 

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