Macedonia

La Convenzione, stipulata tra Italia e Repubblica Popolare Federativa di Jugoslavia nel 1957 e ratificata il 11/06/1960, è entrata in vigore dal 01/01/1961.


La Convenzione, successivamente alla dissoluzione della Repubblica Federale di Jugoslavia, per effetto dell’art.34 della Convenzione di Vienna del 1978 sulla successione degli Stati nei Trattati internazionali resta applicabile alle Repubbliche della Bosnia-Erzegovina, che in base all’accordo di Dayton del 1995 è costituita dalla Repubblica Serba e dalla Federazione di Bosnia-Erzegovina, al Montenegro, alla Macedonia e al Kosovo; ciò fin quando non si pervenga ad una denuncia unilaterale di non applicazione oppure alla stipula di nuove Convenzioni di sicurezza sociale.

REQUISITI

Ai fini pensionistici si totalizzano i contributi in Italia se a favore del richiedete risulti versato almeno 1 contributo settimanale. Per perfezionare il requisito richiesto è utile tutta la contribuzione accreditata, indipendentemente dalla natura, e sono quindi utili tutti i contributi:

  • obbligatori (lavoro dipendente o autonomo),
  • volontari,
  • figurativi (servizio militare, malattia, maternità, cassa integrazione guadagni, disoccupazione, mobilità, ecc.),
  • da riscatto (corso legale di laurea, contribuzione omessa e prescritta, attività svolta in Paesi non convenzionati con l'Italia, ecc.).

Per ottenere l'autorizzazione ai versamenti volontari è necessario far valere in Italia almeno 1 contributo settimanale (di lavoro effettivo).

TOTALIZZAZIONE DEI PERIODI ASSICURATIVI

Non è prevista la possibilità di totalizzazione multipla.

PRESTAZIONI EROGATE DALL’ITALIA

È prevista la corresponsione delle:

  • pensioni di vecchiaia, invalidità e ai superstiti;
  • prestazioni in caso di tubercolosi;
  • prestazioni in caso di Infortuni sul lavoro e malattie professionali.

PRESTAZIONI EROGATE DALLA MACEDONIA

È prevista la corresponsione delle:

  • prestazioni di vecchiaia, invalidità e ai superstiti;
  • assegni per il coniuge di pensionato.

Nonostante l'indipendenza acquisita, la Macedonia applica in materia di sicurezza sociale la legislazione della ex-Jugoslavia.

Per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia i lavoratori devono aver compiuto:

  • aver compiuto 60 anni di età;se uomini ovvero 55 anni di età, se donne;
  • far valere almeno 20 anni di contribuzione.

Con 15 anni di contribuzione è ugualmente possibile il pensionamento, ma a 65 anni se uomini e 60 se donne. Viene corrisposta una pensione di invalidità se si accerta un grado di invalidità non inferiore al 30%. Gli assicurati invalidi sono divisi in 3 categorie a seconda del grado di invalidità. Il requisito contributivo richiesto varia in relazione all'età dell'assicurato.

È necessario comunque il versamento di almeno un anno di contribuzione.

La pensione ai superstiti viene corrisposta alla vedova di almeno 45 anni di età e a carico del defunto. Si prescinde dal requisito dell'età se la vedova:

  • è invalida di prima categoria al momento del decesso (o se diviene invalida entro un anno dalla morte del marito);
  • ha uno o più figli a carico di età inferiore a 15 anni.

Spetta al vedovo se ha 60 anni o se invalido di prima categoria, purchè a carico dell'assicurata. Spetta agli orfani sino a 15 anni (a 26 se studenti) o a qualsiasi età se inabili. I familiari sopraindicati hanno diritto alla pensione se il defunto si trovava in una delle seguenti condizioni:

  • era pensionato o aveva i requisiti per la pensione di vecchiaia o di invalidità alla data del decesso;
  • il decesso è avvenuto per infortunio o malattia professionale;
  • era beneficiario di sussidio di riabilitazione alla data del decesso;

aveva 20 anni di assicurazione.

DOMANDA

I residenti in Italia devono presentare la domanda di pensione alla Sede Inps competente per territorio, anche nel caso venga richiesta la sola pensione estera. Sarà cura di tale Sede trasmettere all'Ente pensionistico estero la domanda.

Per la presentazione della domanda di pensione, per la richiesta di notizie e per ogni altra eventuale necessità gli interessati possono rivolgersi anche agli Enti di Patronato e di assistenza sociale, riconosciuti dalla legge, che sono abilitati ad assistere gratuitamente i lavoratori nello svolgimento delle pratiche di natura previdenziale e assistenziale.

I residenti in Macedonia devono presentare la domanda alla competente Cassa Estera. A tal fine possono parimenti avvalersi dell'assistenza gratuita degli Enti di Patronato operanti anche all'estero e degli Uffici Consolari.

Cassa Estera
 
Zajednica na Penziskoto i Invalidskoto Osiguruvanje na Makedonija
XXII Udarna Brigada n. 2
SKOPJE - MK

La domanda sarà inoltrata al polo specializzato che per i residenti in Macedonia è il seguente:


FRIULI VENEZIA GIULIA
TRIESTE
SEDE PROVINCIALE INPS TRIESTE
Via S. Anastasio, 5
34132 TRIESTE
Tel. 040-3781111 - Fax 040-3781200

DOCUMENTAZIONE

La documentazione da presentare per qualsiasi tipo di domanda di pensione in convenzione, in aggiunta a quella normalmente prevista per quelle a carico della sola assicurazione italiana, è:

  • documentazione di lavoro con indicazione delle ditte, dei periodi e delle località di lavoro in Macedonia (la documentazione può essere omessa dai superstiti di persona già pensionata a carico dell'assicurazione macedone).
  • certificato di residenza, di cittadinanza o dichiarazione personale sostitutiva (autocertificazione)

REGIME FISCALE DEI NON RESIDENTI IN ITALIA

In ottemperanza con quanto sancito dall’art.14 della Legge 212 del 2000 (c.d. Statuto del contribuente) al contribuente residente all’estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:

Secondo la legge italiana, chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti espressamente dalla legge stessa.

Pertanto, i non residenti, se tenuti alla presentazione della dichiarazione al Fisco in Italia, dovranno utilizzare il Modello UNICO.


Per essere considerati “non residenti” esclusivamente ai fini fiscali, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
  • non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati “residenti”.

Si è, inoltre, considerati residenti, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999.


N.B. Riguardo alla definizione del concetto di residenza, per prestazioni e benefici economici di natura assistenziale, si applica una diversa disciplina, espressamente prevista dalla specifica normativa vigente.


Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.


Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.


Le pensioni corrisposte a cittadini non residenti sono tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni pubbliche o di pensioni private.

In linea generale sono pensioni private quelle corrisposte da enti, organismi o istituti previdenziali italiani, come ad esempio l’Inps, preposti all’erogazione del trattamento pensionistico.

Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).


In linea generale i soggetti non residenti in Italia, possono presentare la richiesta di rimborso su modello, qualora esistente, o su semplice istanza al Centro Operativo di Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data del prelevamento dell’imposta (artt. 37 e 38 del D.P.R. 29/09/1973 n. 602).


Il modello deve contenere: l’attestazione di residenza ai fini tributari nel Paese estero, rilasciata dalla competente Autorità fiscale; la dichiarazione di esistenza o meno di una stabile organizzazione (se si tratta di impresa) o di base fissa (se si tratta di professionista) in Italia, cui siano riconducibili i redditi in relazione ai quali si chiede il rimborso dell’imposta; dichiarazione di esistenza di eventuali altre specifiche condizioni previste dalla Convenzione. Il modello deve essere corredato della documentazione atta a comprovare il prelievo effettivo dell’imposta. Analoghe dichiarazioni e documentazione devono essere prodotte nel caso di istanza informale.


Gli interessati possono inoltre chiedere l’applicazione diretta della Convenzione al sostituto d’imposta italiano già in sede di effettuazione della ritenuta. A tale proposito, infatti, il Ministero delle Finanze in più circostanze (Circolari della Direzione Generale delle Imposte Dirette n. 86 del 13 settembre 1977, n. 115 del 12 aprile 1978 e numero 147 del 25 novembre 1978, risoluzione n. 95/E del 10 giugno 1999 e 68 del 24/05/2000, del Dipartimento delle Entrate, Direzione Centrale Affari Giuridici e Contenzioso Tributario), ha precisato che i sostituti d’imposta hanno la facoltà, sotto la propria responsabilità, di applicare direttamente l’esenzione o le minori aliquote previste nelle Convenzioni vigenti fra l’Italia e lo Stato di residenza del beneficiario del reddito.


A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, un apposito modello (mod. EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità straniera.


Si tratta di un modello bilingue multipaese predisposto unilateralmente dall'Italia ed accettato dai diversi Paesi partners dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione della ritenuta alla fonte dell'imposta italiana da operare sulle pensioni e/o altre remunerazioni analoghe, percepite da soggetti residenti in Stati con i quali l'Italia ha stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito, le quali prevedono espressamente la tassazione esclusiva nel Paese di residenza del beneficiario.




Ammortizzatore sociale previsto dalla legislazione italiana che consiste in una prestazione economica erogata dall’INPS. Integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

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Possibilità di sommare i contributi versati in paesi terzi che risultano legati a loro volta da analoghi accordi internazionali sia all’Italia sia all’altro stato contraente.

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Modello ordinario per la dichiarazione dei redditi.

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Soggetto che, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trova nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

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