La normativa sui buoni lavoro

Il decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 ha abrogato e sostituito integralmente gli articoli dal 70 al 73 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 al fine di consentire il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio in tutti i settori produttivi, garantendo nel contempo, la piena tracciabilità dei buoni lavoro acquistati.

Le modifiche apportate dal d.lgs. 81/2015 riguardano sostanzialmente:

  • il limite del compenso che il prestatore può percepire, che viene elevato a 7mila euro, nel corso di un anno civile (dal 1° gennaio al 31 dicembre), con riferimento alla totalità dei committenti;
  • la possibilità di remunerazione con i voucher dei soggetti percettori di prestazioni integrative del salario e/o di prestazioni a sostegno del reddito, diventata strutturale;
  • la possibilità di acquisto con modalità esclusivamente telematiche dei voucher da parte di committenti imprenditori o professionisti;
  • l'obbligo per committenti imprenditori o professionisti di effettuare la comunicazione preventiva all'Ispettorato Nazionale del Lavoro. Tale obbligo si aggiunge e non sostituisce gli obblighi di comunicazione verso l'INPS.

Il decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25, "Disposizioni urgenti per l'abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti" ha disposto all'articolo 1, comma 1, l'abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 relativi alla disciplina del lavoro accessorio.

Dal 18 marzo 2017 non è più possibile l’acquisto di voucher.

I buoni lavoro richiesti entro il 17 marzo 2017 possono essere utilizzati esclusivamente per prestazioni il cui svolgimento avverrà entro il 31 dicembre 2017.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha chiarito che l'utilizzo dei voucher, fino al 31 dicembre 2017, dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto.   

Il messaggio 28 novembre 2017, n. 4752 fornisce le istruzioni per la gestione dei voucher nel periodo transitorio sopra ricordato, al fine di assicurare il rispetto delle prescrizioni normative.

Ambiti di attività e tipologie di prestatori +

Il d.lgs. 81/2015 ha previsto l'eliminazione dei limiti oggettivi e soggettivi per l'espletamento di prestazioni di lavoro accessorio che possono essere commissionate da qualsiasi tipologia di committente e svolte da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito), nei limiti del compenso economico previsto.

Comunicazione online della prestazione di lavoro accessorio+

L'ispettorato Nazionale del Lavoro con la circolare 17 ottobre 2016, n. 1 ha fornito le prime indicazioni operative in ordine al d.lgs. 185/2016, correttivo del Jobs Act, con cui il Governo ha introdotto alcune disposizioni in materia di lavoro accessorio, al fine di assicurarne una maggiore tracciabilità.

È stato introdotto, in sintesi, l'obbligo in capo al committente, di inviare, almeno 60 minuti prima della prestazione di lavoro, una email alla direzione provinciale competente dell'Ispettorato del Lavoro indicando il codice fiscale e la ragione sociale del committente e i dati relativi alla prestazione di lavoro accessorio.

In riferimento agli adempimenti previsti dalla norma, l'ispettorato ha precisato che nulla cambia in merito alla comunicazione di inizio attività all'INPS, che il committente deve seguitare a effettuare, con le consuete modalità (eContact center, sede, internet).

Norme di riferimento, circolari e messaggi+

Norme di riferimento

Circolari e messaggi

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