Normativa fiscale residenti all'estero

In linea generale, i residenti all'estero, che hanno redditi prodotti in Italia, devono dichiararli all'amministrazione finanziaria secondo la normativa fiscale vigente.

Informazioni fiscali+

Per presentare la dichiarazione al fisco in Italia, i residenti all'estero devono utilizzare il Modello UNICO. Secondo l'articolo 14 della legge 212 del 2000 (Statuto del contribuente), il contribuente residente all'estero accede alle informazioni fiscali tramite:

Residenza fiscale+

Per essere considerati residenti all'estero ai fini fiscali, occorre necessariamente:

  • non essere stati iscritti nell'anagrafe dei residenti in Italia per oltre metà anno (ovvero 183 giorni o 184 nel caso di mesi bisestili);
  • non avere avuto domicilio in Italia per oltre metà anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per oltre metà anno.

Detti requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti.

Sono, inoltre, considerati residenti in Italia, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni.

Per la definizione del concetto di residenza, per prestazioni e benefici economici di natura assistenziale, si applica una diversa disciplina, prevista dalla specifica normativa.

Tassazione delle pensioni dei non residenti+

Le pensioni pagate ai non residenti in Italia da enti residenti in Italia o da organizzazioni stabilmente operanti nel nostro Stato, sono imponibili in linea generale in Italia.

Anche i non residenti in Italia sono obbligati a pagare le addizionali regionali e comunali IRPEF se, nell'anno di riferimento risulta dovuta l' IRPEF, dopo aver sottratto le detrazioni e i crediti d'imposta spettanti per i redditi prodotti all'estero che hanno subito la ritenuta d'imposta a titolo definitivo.

Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali sul reddito, in base alle quali ciascun Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

In base alle specifiche previsioni delle convenzioni contro le doppie imposizioni, le pensioni corrisposte ai cittadini non residenti possono essere assoggettate:

  • a tassazione esclusiva nel Paese di residenza o nel Paese di erogazione del reddito;
  • a tassazione esclusiva da parte di uno Stato, superate specifiche soglie di esenzione e/o applicazione di predeterminate aliquote (differenti da quelle previste dalla legislazione fiscale nazionale vigente);
  • a tassazione concorrente (cioè entrambi gli Stati prelevano un'imposta sullo stesso reddito) con diritto al credito d'imposta nel Paese di residenza.

In caso di trasferimenti della residenza nel corso dell'anno di riferimento, se il soggetto risiede in Italia per un periodo inferiore a metà anno, il frazionamento del periodo d'imposta è previsto solo in alcune Convenzioni internazionali contro la doppia imposizione, in particolare in quelle vigenti con la Svizzera (articolo 4, Convenzione tra Italia e Confederazione svizzera, firmata a Roma il 9 marzo 1976, e ratificata con la legge 23 dicembre 1978, n. 943) e con la Germania (punto 3 del Protocollo della Convenzione tra Italia e Repubblica federale di Germania, firmata a Bonn il 18 ottobre 1989 e ratificata con la legge 24 novembre 1992, n. 459), come specificato dall'Agenzia delle Entrate nella risoluzione 471/E del 3 dicembre 2008 (pdf 55KB).

Inoltre, le Convenzioni possono prevedere regimi fiscali diversi a seconda che si tratti di pensioni erogate a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori del settore privato o di pensioni a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici.

Oltre alla residenza, la cittadinanza (esclusiva o plurima) costituisce un ulteriore elemento rilevante per la definizione dell'ambito di applicazione delle Convenzioni contro le doppie imposizioni.

È possibile consultare il testo di ciascuna Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali stipulata dall'Italia.

Come richiedere l'applicazione delle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni fiscali+

Il pensionato che risiede all'estero in uno dei Paesi con cui l'Italia ha stipulato una Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali, se in possesso dei requisiti prescritti dalla normativa vigente, può chiedere alla sede INPS che ha in gestione la prestazione l'applicazione della normativa prevista dalla specifica Convenzione. In questo modo, in presenza dei requisiti ivi previsti, sarà possibile ottenere, per esempio, la detassazione della pensione italiana (in quanto tale reddito verrà assoggettato al regime fiscale del Paese di residenza) oppure l'applicazione di un trattamento fiscale più favorevole (es. imposizione solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione ed applicazione di aliquote differenti da quelle previste dalla legislazione fiscale italiana vigente).

A tal fine il pensionato può utilizzare l'apposito modulo disponibile nel sito INPS in Tutti i moduli:

Il modello, da inviare alla sede INPS che ha in carico la prestazione, deve necessariamente contenere l'attestazione della residenza fiscale estera da parte dell'autorità straniera competente e deve essere accompagnato da altra documentazione eventualmente necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti prescritti da ciascuna Convenzione (per esempio la cittadinanza).

Per l'attestazione della residenza fiscale estera, l'Agenzia delle Entrate accetta anche modelli diversi, in uso nei Paesi di residenza degli interessati, come per esempio il modulo 6166 rilasciato dall'Internal Revenue Service statunitense.

Per ottenere il rimborso dell'imposta italiana riferita agli anni precedenti, i non residenti in Italia, che intendono richiedere l'applicazione, di una Convenzione contro la doppia imposizione fiscale per ottenere la detassazione totale o parziale dei propri redditi, possono presentare richiesta di restituzione delle tasse già trattenute al Centro Operativo dell'Agenzia delle Entrate di Pescara, Via Rio Sparto 21, 65100 Pescara. La richiesta va presentata entro 48 mesi dalla data di applicazione della ritenuta fiscale, di cui si chiede la restituzione (articoli 37 e 38 del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, numero 602).

La richiesta deve contenere l'attestazione di residenza ai fini fiscali nel Paese estero, rilasciata dall'autorità localmente competente, e la documentazione eventualmente necessaria a dimostrare il possesso dei requisiti prescritti dalla Convenzione.

Convenzioni con peculiari regimi fiscali applicabili alle pensioni della gestione previdenziale dei lavoratori privati. Convenzioni in vigore con Francia, Brasile e Canada+

Alcuni accordi fra Stati stabiliscono regole particolari, che prevedono specifiche soglie di esenzione o la tassazione concorrente in entrambi i Paesi contraenti, con il riconoscimento del credito d'imposta come metodo per eliminare la doppia imposizione.

Francia

La Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali stipulata fra Italia e Francia (legge 7 gennaio 1992, n. 20), per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati prevede, all'articolo 18, che:

  1. «Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell'articolo 19, le pensioni e altre remunerazioni analoghe, pagate a un residente di uno Stato in relazione a un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.
  2. Nonostante le disposizioni del paragrafo 1, le pensioni e altre somme pagate in applicazione della legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato, sono imponibili in detto Stato, con applicazione quindi del principio della tassazione concorrente della prestazione in entrambi i Paesi contraenti.»

Il 20 dicembre del 2000 le amministrazioni finanziarie italiane e francesi hanno stipulato un Accordo amichevole, disponibile sul sito del Consolato Generale d'Italia a Parigi alla voce "Pensioni – convenzione italo-francese". L'accordo indica che tutte le pensioni di vecchiaia, anzianità, reversibilità e invalidità erogate in primo luogo dall'INPS, rientrano nell'ambito applicativo del paragrafo 2 dell'articolo 18 e sono tassabili sia in Italia sia in Francia (principio della tassazione concorrente).

Quindi, l'INPS deve applicare la ritenuta d'imposta alle pensioni di vecchiaia, anzianità, invalidità e reversibilità corrisposte ai beneficiari residenti in Francia, con le modalità previste dall'articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. L'imposta italiana applicata sulla pensione non è deducibile ai fini del calcolo del reddito imponibile in Francia, ma, per eliminare la doppia imposizione fiscale, l'articolo 24, paragrafo 2, lettera a) della Convenzione tra Italia e Francia prevede che il beneficiario residente in Francia ha diritto a un credito di imposta, corrispondente all'ammontare delle ritenute applicate dall'Italia sulla pensione, nei limiti dell'ammontare della relativa imposta francese.

Brasile

La Convenzione con il Brasile stabilisce, per le pensioni della gestione previdenziale dei lavoratori privati, una soglia di esenzione della tassazione in Italia corrispondente al valore equivalente in euro di 5mila dollari statunitensi e, per gli importi eccedenti, la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria IRPEF).

Canada

La Convenzione con il Canada stabilisce, per le pensioni della gestione previdenziale dei lavoratori privati, una soglia di esenzione della tassazione in Italia pari alla somma equivalente in euro di 12mila dollari canadesi e, per l'eccedenza, si applica l'aliquota più favorevole tra il 15% e quella prevista dalla legislazione fiscale italiana (aliquote scaglioni IRPEF).

Certificazione Unica+

Il decreto legislativo 21 novembre 2014 n. 175 introduce, in sostituzione del CUD, la nuova Certificazione Unica, che include, oltre ai redditi di lavoro dipendente e assimilati e di pensione, anche quelli di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi.

Il modello di Certificazione Unica dei redditi è necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi all'amministrazione finanziaria.

Gli utenti in possesso di PIN, anche ordinario, possono scaricare e stampare la Certificazione Unica pubblicata online sul sito dell'INPS. Per pensioni totalmente o parzialmente esentate da imposizione in Italia, in applicazione di una Convenzione internazionale contro le doppie imposizioni fiscali, l'importo del reddito esentato è indicato nelle annotazioni della Certificazione Unica.

Se il reddito è totalmente esentato, l'importo dell'intero imponibile lordo è indicato fra parentesi nelle annotazioni con codice BW, preceduto dalla seguente dicitura: “redditi esentati da imposizione in Italia in quanto il percipiente risiede in uno Stato estero: importo del reddito esente percepito”.

Invece, per i pensionati delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati residenti in Brasile e Canada, cui è stata applicata la relativa Convenzione contro la doppia imposizione, nella Certificazione Unica l'importo del reddito, corrispondente alla soglia di esenzione prevista specificamente da ciascuna delle Convenzioni in argomento, è indicato fra parentesi nelle annotazioni con il codice BW preceduto dalla citata dicitura: "redditi esentati da imposizione in Italia in quanto il percipiente risiede in uno Stato estero: importo del reddito esente percepito", mentre nella sezione "dati fiscali" alla voce "redditi da pensione" è indicato il reddito imponibile al netto della quota esente valorizzata in euro.

Addizionali regionali e comunali+

Le aliquote delle addizionali regionali, comunali e degli enti locali sono determinate in base al domicilio fiscale del contribuente, stabilito nell'articolo 58, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600. Il decreto prevede che i non residenti abbiano il domicilio fiscale nel comune in cui si è prodotto il reddito. Per le pensioni corrisposte ai non residenti, il luogo di produzione è individuato in conformità a quanto stabilito dall'articolo 23, comma 2, lett. a) del TUIR, in base al luogo in cui è ubicata la sede legale dell'Istituto previdenziale erogante, come riporta la Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate del 21 settembre 2007, n. 261 (pdf 5KB). Per le pensioni erogate dall'INPS, quindi, si applicano le aliquote previste per le addizionali della Regione Lazio e del Comune di Roma.

Modello ordinario per la dichiarazione dei redditi.

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Certificazione Unica dei redditi di lavoro Dipendente, pensione e assimilati

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