Dilazioni presentate prima del 3 agosto 2010

LA DOMANDA DI DILAZIONE DEL DEBITO IN CARTELLA ESATTORIALE

 

 

Chi intende chiedere la dilazione su cartella esattoriale deve:

1. presentare alla sede di competenza domanda di dilazione, reperibile presso ogni sede Inps, o scaricabile dal sito internet www.inps.it (Moduli aziende e contributi);

2. nell’eventualità in cui vi sia la presenza di più cartelle di pagamento notificate, chiedere la rateazione per tutte le pendenze presso l'esattoria;


3. allegare la quietanza di versamento non inferiore 1/12° del debito contributivo per ogni cartella esattoriale (al netto di eventuali sanzioni o oneri accessori), effettuato presso l'esattoria o con modello F35 presso istituti bancari o postali;

 

4. se si tratta di azienda con dipendenti, attestare l'avvenuto integrale pagamento delle quote a carico di quest'ultimi;

 

5. qualora la domanda non venga sottoscritta in presenza del funzionario Inps, che ne certifica le generalità, allegare fotocopia di un documento di identità (D.P.R. 445/2000 art. 35);

 

6. continuare a versare gli acconti mensili all'esattoria fino all'invio del piano di ammortamento;

 

7. presentare alla Sede che tratta la dilazione le quietanze di tutti versamenti effettuati presso il concessionario.

 

Per le richieste presentate dopo il 60° giorno dalla notifica della cartella il contribuente è tenuto a pagare all’esattoria gli aggi di riscossione e le ulteriori somme aggiuntive. Queste ultime sono calcolate a cura della esattoria, dalla data di notifica della cartella alla data di presentazione dell’istanza di dilazione e riscosse in unica soluzione, in concomitanza con la prima rata di ammortamento (D. Lgs. 46/99 art.27; circ. 161/2000).

 

N.B: fino al 30.12.2007, in caso di debito già notificato con cartella esattoriale, era possibile chiedere la rateazione del carico iscritto a ruolo a condizione che l’esattoria non avesse iniziato gli atti esecutivi (D. Lgs. 46/99).
Tale vincolo è stato eliminato con la promulgazione della legge 28 febbraio 2008 n. 31 che ha convertito con modificazioni il D.L. 31 dicembre 2007 (cosiddetto “decreto 1000 proroghe”).
Infatti la citata legge ha abrogato il comma 2 dell’art. 19 del D.P.R. 620/1973, che impediva di concedere le dilazioni sui crediti sottoposti a procedura esecutiva (msg. 6292/2008).

In ogni caso si precisa che l’ipoteca ed il fermo amministrativo da parte dell'esattore sono da considerarsi un mero atto conservativo dei beni immobili e mobili del debitore, con valore di misura cautelare e pertanto non costituiscono inizio di una procedura esecutiva.
Non erano, pertanto, già sotto la previgente normativa, di impedimento ad una richiesta di dilazione (. 161/2000; msg. 006070/2005).

 

LA DOMANDA DI DILAZIONE DEL DEBITO IN FASE AMMINISTRATIVA

 

Nel caso in cui il debito sia in fase amministrativa, in fase legale o già iscritto a ruolo ma non ancora notificato, la domanda deve essere unica e comprendere tutti gli importi non pagati alla data di presentazione della domanda.
A tal proposito è opportuno che l’assicurato si rivolga alla sede Inps di appartenenza affinché gli venga rilasciata una stampa con l’indicazione del debito, delle sanzioni quantificate alla data di presunta presentazione della domanda ed i dati per la compilazione del modello F24. 

Per ottenere la dilazione del debito in fase amministrativa il contribuente deve:

 

1. presentare alla sede di competenza domanda di dilazione, reperibile presso ogni sede Inps, o scaricabile dal sito internet www.inps.it (Moduli aziende e contributi);

 

2. allegare la quietanza di versamento non inferiore ad 1/12° del debito contributivo del quale si chiede la rateazione, effettuato con modello F24 presso istituti bancari o postali;

 

3. se si tratta di azienda con dipendenti, attestare l'avvenuto integrale pagamento delle quote a carico di quest'ultimi;

 

4. qualora la domanda non venga sottoscritta in presenza del funzionario Inps, che ne certifica le generalità, allegare fotocopia del documento di identità (D.P.R. 445/2000 art. 35);

 

5. continuare a versare gli acconti mensili fino all'invio del piano di ammortamento;

 

Dopo la delibera di accoglimento da parte dell’Istituto, definito il piano di ammortamento, la differenza dell’importo da rateizzare non ancora pagato, sarà iscritto a ruolo con la emissione di una cartella divisa per il numero delle rate residue (ruolo rateizzato circ. 169/2004).  

 

 

ELENCO CODICI F24

 

 

LAVORATORI  AUTONOMI                                                                      
TIPOLOGIA
CAUSALE                  
Agricoli (CD/CM/IAP)                                   
DLAA                 
Artigiani
AD
Commercianti
AC
Liberi professionisti (tributi)
POC
Liberi professionisti (sanzioni)
POS
Collaboratori (tributi)
COC
Collaboratori (sanzioni)
COS

 

 

LAVORATORI DIPENDENTI
TIPOLOGIA
CAUSALE
Lavoratori dipendenti
RC01 
Lavoratori agricoli
DLAS
Domestici
DOM1

 

NUMERO DI RATE


La domanda può essere proposta fino ad un massimo di 24 rate.

In alcuni casi tassativamente elencati dal legislatore è inoltre possibile richiedere , previa autorizzazione del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, la estensione del pagamento fino a 36 rate
(Legge 389/89 art. 2, comma 11):

a) calamità naturali in occasione delle quali sono stati emessi decreti di sospensione dei termini;
b) procedure concorsuali dichiarate;
c) carenza temporanea di liquidità finanziaria derivante da ritardato introito di crediti maturati nei confronti di amministrazioni dello Stato o di enti pubblici, a seguito di obblighi contrattuali, ovvero da ritardata erogazione di contributi e finanziamenti pubblici previsti da legge o convenzione;
d) ricorrenza di uno stato di crisi aziendale dovuto a contrazione o sospensione dell’attività produttiva per eventi transitori, non imputabili all’azienda, di situazioni temporanee di mercato, di crisi economiche settoriali e locali, ovvero di un processo di riorganizzazione, ristrutturazione e riconversione aziendale;
e) trasmissione agli eredi dei debiti contributivi;
f) contestuali richieste di pagamento di contributi dovuti a vario titolo ( condono, recupero contributi sospesi a seguito di ordinanze connesse al verificarsi di calamità naturali, contributi correnti ), aventi scadenze concomitanti;
g) debiti contributivi di importo complessivo non inferiore a € 10.000,00 avuto riguardo alla precaria situazione reddituale del debitore, risultante da documentazione fiscale; 

Inoltre esistono due ulteriori casi nei quali, previa autorizzazione interministeriale, è possibile chiedere l’estensione fino a 60 rate (legge 388/2000 art. 116, comma 17):

h) oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o determinazioni amministrative sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuti in sede giurisdizionale o amministrativa, in relazione alla particolare rilevanza delle incertezze interpretative che hanno dato luogo all’inadempienza.
NOTA BENE: Non deve trattarsi di incertezza su questioni già oggetto di un costante orientamento  giurisprudenziale, ma occorre che le incertezze derivino dalla novità e complessità delle norme, sulle quali insistano diversi orientamenti giurisprudenziali e/o amministrativi, tali da generare un convincimento errato circa la sussistenza dell’obbligo contributivo, e che successivamente sia stato riconosciuto definitivamente, in via amministrativa o giurisprudenziale.
i) fatto doloso del terzo denunciato, entro i termini di cui all’art. 124, primo comma c.p., all’Autorità giudiziaria.

Tali disposizioni devono essere ulteriormente interpretate alla luce delle novità introdotte dalla Legge 178/2002. Dall’11 agosto 2002, giorno successivo all’entrata in vigore della legge, vigono due diversi criteri:

 

  • per i crediti in fase amministrativa i criteri di richiesta ed autorizzazione della dilazione nulla è variato;
  • per i crediti iscritti a ruolo le richieste possono essere autorizzate autonomamente dall'Inps fino a 60 mensilità, purché sussista una delle condizioni elencate nei punti “a-b-c-d-e-f-g-h-i”.

(circ. 165/2001; circ. 74/2004; circ. 106/2005; circ. 84/2006) 

 

COMPETENZA ALLA ADOZIONE DEL PROVVEDIMENTO

 

L'autorizzazione spetta al Direttore provinciale – sub Provinciale se il debito contributivo non supera i 500.000 euro, al Direttore Regionale per importi da 500.001 ad 1.000.000 di euro ed al Direttore Centrale delle Entrate Contributive per debiti superiori ad 1.000.000 di euro.

 

VERSAMENTO DEGLI ACCONTI

 

Gli acconti mensili da versare in attesa di comunicazione del piano di ammortamento devono essere pari alla rata proposta (determinata applicando al debito comprensivo delle sanzioni un coefficiente calcolato in base al numero delle rate richieste e al tasso di dilazione) e comunque in misura non inferiore al 12° del debito per soli contributi (circ. 161/2000).

Si considerano pagamenti in conto rateazione tutti quelli effettuati a partire dallo stesso mese in cui la domanda è stata presentata. I versamenti effettuati nei mesi precedenti alla presentazione dell’istanza di dilazione, sono conteggiati in conto capitale ed utilizzati ai fini della diminuzione del debito da rateizzare.
La scadenza di ogni rata (sia essa su ruolo o in fase amministrativa) è fissata all’ultimo giorno di ciascun mese (art. 26, comma 2 del D. Lgs. 46/99).

È possibile richiedere espressamente l’esenzione del versamento delle rate provvisorie, ma tale richiesta deve essere adeguatamente motivata. Rientra, infatti, nei poteri decisori dei Direttori Provinciali, Regionali e del Direttore Centrale delle Entrate Contributive la concessione o meno di tale ulteriore beneficio.

 

INTERESSI DI DILAZIONE

 

Gli interessi di dilazione iniziano a decorrere dal giorno in cui la domanda è stata presentata. Essi sono pari al tasso ufficiale di riferimento, maggiorato di 6 punti su base annua.

TABELLA TASSI D'INTERESSE

 

RICHIESTA DI RIDUZIONE DELLE SANZIONI CIVILI

 

Fermo restando l'integrale pagamento dei contributi e dei premi dovuti alle gestioni previdenziali e assistenziali è possibile richiedere la per la riduzione delle sanzioni civili, nei seguenti casi:

 

  • Mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi dovuto ad oggettive incertezze connesse a contrastanti ovvero sopravvenuti diversi orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo (legge 388/2000 art. 116, comma 15);
    In tal caso occorre che l’incertezza non si sia realizzata su questioni anche controverse, ma sul quale si sia formato un orientamento giurisprudenziale e/o amministrativo costante, ma occorre che vi siano delle decisioni giurisprudenziali difformi l’una dall’altra, sui quali è intervenuta una decisione definitiva ad esempio della Corte di Cassazione, tale da rendere necessario un adeguamento della prassi amministrativa.
    La riduzione è ammissibile anche quando vengono emanate delle norme nuove, particolarmente complesse o quando la difficoltà di interpretazione sia obbiettivamente esistente o quando l’assicurato sia stato indotto in errore circa l’obbligo contributivo a causa di avvertenze e/o indicazioni fuorvianti degli uffici competenti.
    Evidentemente tale situazione deve essere debitamente documentata.
  • Mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi dovuto a fatto doloso del terzo (legge 388/2000 art. 116, comma 15); 
    per ottenere il beneficio è necessaria la presentazione all’autorità giudiziaria della denuncia penale entro tre mesi dal giorno in cui se è venuti a conoscenza del fatto doloso, e che il procedimento promosso in base alla denuncia si sia definito con la condanna del terzo o quantomeno che sia ancora pendente il giudizio.
  • Mancato o ritardato pagamento dei contributi o premi dovuto a crisi, riorganizzazione, riconversioni o ristrutturazioni aziendali (legge 388/2000 art. 116, comma 15);
    la possibilità di ridurre le sanzioni civili può essere esercitata quando l’impresa, soggetta alla cassa integrazione guadagni, abbia ottenuto il riconoscimento del diritto alla cassa integrazione guadagni straordinaria, con provvedimento formale del Ministro del lavoro e delle Politiche Sociali.
  • nei confronti delle aziende sottoposte a procedure concorsuali (legge 388/2000 art. 116, comma 16; Legge 662/1996 art. 1, comma 220);
    Le sanzioni si bloccano alla data in cui l’autorità giudiziaria ha dichiarato aperta la procedura concorsuale e durante il periodo di svolgimento della procedura stessa matureranno i soli interessi legali sui crediti privilegiati. Tale principio non trova applicazione nel caso di procedura di amministrazione controllata, per il quale continueranno a maturare le somme aggiuntive nella misura ordinaria.
    Qualora ricorra uno dei casi sopra illustrati, tenuto conto del comportamento aziendale pregresso, le sanzioni possono essere ridotte:

    1) fino alla misura degli interessi legali, vigenti alla data di presentazione dell’istanza;
    2) fino alla misura dei predetti interessi legali, vigenti alla data di presentazione dell’istanza, maggiorati del 50%.
    Allo scopo di facilitare e omogeneizzare i criteri di giudizio, sono stati individuati i seguenti specifici indicatori sui quali va valutato il debitore e quindi l’opportunità di definire positivamente la richiesta:
    - comportamento pregresso dell’azienda in relazione al rispetto degli obblighi contributivi;
    - correntezza dei versamenti contributivi;
    - situazione patrimoniale complessiva;
    - rilevanza delle cause che hanno determinato il mancato o ritardato pagamento dei contributi;
    - riflessi sul mantenimento dei livelli occupazionali, ovvero sulla ripresa dell’attività produttiva;
    - importo delle somme da recuperare;
    - incidenza della concessione del beneficio sul recupero del credito.

In nessun caso, comunque, la riduzione delle sanzioni civili può essere applicata al di sotto degli interessi legali.

 

RICHIESTA DI RIDUZIONE DEGLI INTERESSI DI DILAZIONE

 

La possibilità di ridurre le sanzioni civili può essere esercitata quando l’impresa,abbia ottenuto il riconoscimento del diritto alla cassa integrazione guadagni straordinaria, e che il periodo sia lo stesso o immediatamente contiguo a quello della fruizione della CIG.

 

IPOTECA E/O FERMO AMMINISTRATIVO

 

Decorso inutilmente il termine di sessanta giorni per il pagamento della cartella, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari complessivamente al doppio delle somme iscritte (D.P.R. 602/1973, modificato dal D. Lgs. 46/99).
Inoltre il concessionario può disporre il fermo dei beni mobili del debitore o dei coobbligati iscritti in pubblici registri, dandone notizia alla direzione regionale delle entrate ed alla regione di residenza (D.P.R. 602/1973, modificato dal D. Lgs. 193/2001).

La cancellazione dell'ipoteca potrà essere disposta solo a saldo della cartella esattoriale.
Pertanto nell’ipotesi in cui sia stata presentata domanda di dilazione su ruolo, occorrerà concludere la rateazione prima di potere presentate richiesta di cancellazione.

Unica eccezione è costituita dall’ipotesi nella quale contestualmente alla presentazione della domanda di dilazione, sia fornita idonea fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia dei crediti iscritti a ruolo.
In tal caso la fideiussione dovrà essere presentata unicamente da banche o da imprese di assicurazione autorizzate all’esercizio di cauzioni e dovranno essere redatte in conformità agli schemi dei modelli di fideiussione allegati nella circolare Inps nr 81 del 23/06/05:

 

  • allegato 1
  • allegato 2
  • allegato 3
  • allegato 4

La fideiussione dovrà garantire le somme relative:

a) al carico contributivo iscritto a ruolo;
b) all’importo relativo agli interessi di dilazione;
c) alla somma relativa alle ulteriori somme aggiuntive (dovute solo se la domanda è stata presentata dopo il
termine di scadenza della cartella esattoriale);
d) ai compensi del concessionario.

La validità del contratto dovrà essere della durata della dilazione, aumentata di un anno.

Le spese di iscrizione e cancellazione dell’ipoteca saranno a carico del contribuente, fatto salvo il caso in cui l'esattoria l'abbia iscritta in conseguenza di una tardiva (o mancata) emissione del provvedimento di sospensione da parte della sede.

Anche la revoca del fermo amministrativo potrà essere disposta solo a saldo della cartella esattoriale.
Pertanto nell’ipotesi in cui sia stata presentata istanza di dilazione su ruolo, occorrerà concludere la rateazione prima di potere presentate richiesta di sblocco del suddetto fermo.
È possibile ottenerne l’annullamento nella ipotesi in cui il mezzo, oggetto del provvedimento da parte dell’esattoria, risulti formalmente adibito ad uso professionale (o quantomeno ad uso promiscuo).

Tale eccezione è finalizzata alla volontà di non interferire negativamente sullo svolgimento della attività professionale del contribuente.
In tal caso, una volta accertato l’uso strumentale del mezzo, su richiesta dell'azienda (in concomitanza o successivamente alla domanda di dilazione), si potrà ottenere l’annullamento del fermo amministrativo.
Resta fermo che le spese per la procedura di annullamento saranno completamente a carico dell’assicurato.

 

REIEZIONE E DECADENZA

 

Come già precisato, condizione essenziale perché si possa concedere parere favorevole alla domanda di dilazione è che l’istanza della ditta comprenda tutti i debiti contributivi esistenti, siano essi in fase amministrativa, legale o cartolarizzati.

Inoltre, il mancato pagamento anche di una sola rata mensile o la mancanza della correntezza contributiva è motivo per respingere la richiesta di pagamento dilazionato del debito scaduto (delibera dell'Inps 356 dell'11 marzo 1997).

Il provvedimento di reiezione è definitivo e non è ammissibile alcun ricorso.
Alla stessa maniera è possibile revocare la concessione del beneficio della rateazione di pagamento già accordata, qualora il contribuente ometta il pagamento anche di una sola rata mensile o non si mantenga al corrente con il pagamento dei contributi.

Di conseguenza, una volta che l’assicurato è decaduto, si dovrà provvedere alla revoca del provvedimento di dilazione (e delle sospensioni eventualmente ancora attive di cartelle esattoriali), al fine di consentire all’esattoria la riattivazione delle procedure di riscossione coattiva del debito.
Nel contempo si provvederà allo sgravio degli interessi di dilazione non più dovuti e nel caso vi siano debiti non ancora oggetto di cartella esattoriale (inseriti nella domanda di dilazione amministrativa), occorrerà procedere alla formazione di un nuovo ruolo esattoriale.

 

RINUNCIA ED ESTINZIONE ANTICIPATA

 

La rinuncia presuppone la manifesta volontà del contribuente di non volere proseguire con la richiesta di dilazione del debito. Essa si può manifestare o esplicitamente attraverso una dichiarazione, o tramite un comportamento univoco, ad esempio quando l’assicurato nonostante sia stato invitato, a mezzo racc. A/R, a sottoscrive il piano d’ ammortamento nei termini previsti non si presenti o si rifiuti di sottoscriverlo, ovvero non venga versata la rata in contanti nella dilazione amministrativa, ed in generale in tutti quei casi nel quale l’assicurato non si attiva per adempiere alle varie fasi dell’iter di approvazione della rateazione.
Anche in questo caso, così come nell’ipotesi della decadenza e della reiezione sarà necessario riattivare le procedure di riscossione coattiva del credito e nel caso vi siano debiti non ancora oggetto di cartella esattoriale, occorrerà procedere alla formazione del ruolo coattivo. Evidentemente tale riscossione dovrà essere fatta al netto di eventuali acconti che nel frattempo l’assicurato avrà provveduto ad effettuare.
Il contribuente, dopo essere stato autorizzato alla dilazione (sia essa su ruolo che in fase amministrativa) può chiedere l’estinzione anticipata del debito.
In tal caso, lo stesso una volta ottenuta l’autorizzazione da parte dell’Istituto, dovrà recarsi presso il concessionario e pagare l’intero capitale e le sanzioni residue, nonché gli interessi di dilazione ricalcolati dalla sede alla data di pagamento richiesta. 

 

NORME

 

 

DILAZIONE DI PAGAMENTO
 
circolare 123 del 08 maggio 1995 Rateazioni contributive. Modifiche apportate dal Consiglio di Amministrazione alla regolamentazione vigente.
circolare 224 del 21 dicembre 1999
Iscrizione a ruolo dei crediti previdenziali di cui all'art. 13, comma 6 della Legge 448/98, secondo le modifiche apportate dalla Legge 5 novembre 1999, n.402 - Riforma della riscossione a mezzo ruolo da affidare ai concessionari -
Decreti Legislativi nn.46/99, 112/99 e 326/99.
circolare 61 del 15 marzo 2000 Riscossione crediti contributivi mediante ruoli esattoriali ex L.448/98 Aree DM – Artigiani – Commercianti e Agricoli -Chiarimenti
circolare 161 del 26 settembre 2000 Rateazione delle somme iscritte a ruolo.
circolare 210 del 13 dicembre 2000 Provvedimenti sui ruoli – Attività del Call Center.
circolare 165 del 22 agosto 2001
Determinazione dei criteri in materia di autorizzazione ministeriale al pagamento rateale dei debiti per contributi, premi ed accessori in 36 mesi ai sensi della Legge 7 dicembre 1989 n.389 art.2 comma 11 ed in 60 mesi ai sensi della Legge 23 dicembre 2000 n.388 art. 116 comma 17.
Chiarimenti in materia di autenticazione della firma apposta sulla domanda di rateazione e in materia di versamento degli acconti - Chiarimenti in tema di trasmissibilità agli eredi dell'obbligazione per sanzioni civili.
circolare 88 del 9 maggio 2002
Art. 116, commi 15 e 16, della legge 23 dicembre 2000, n. 388  (Legge finanziaria 2001). Disposizioni in materia di riduzione delle sanzioni civili.
circolare 129 del 04 luglio 2002 A seguito dell imminente rilascio della procedura telematica di rateazione su cartella vengono illustrate le disposizioni di carattere amministrativo sulla base delle quali le Sedi dovranno trasmettere il piano di ammortamento al concessionario.
circolare 74 del 05 maggio 2004 Pagamento dilazionato dei debiti contributivi. Criteri per la concessione di rateazioni in 60 mensilità
circolare 169 del 21 dicembre 2004 Ruolo di riscossione spontanea ( art. 32 del D.Lgs n° 46/99)
 
 
 
circolare 81 del 23 giugno 2005
Rateazione delle somme iscritte a ruolo. 1) Richiesta cancellazione ipoteca sugli immobili. Presentazione fideiussione bancaria o assicurativa a garanzia dei crediti iscritti a ruolo.   2) Contributi agricoli - Applicazione art.1-ter della Legge n° 71 del 29 aprile 2005 “ Misure
per le imprese agricole colpite da calamità naturali”: rateazione in quaranta rate trimestrali, estensione del periodo interessato alle calamità, sostituzione dell’ipoteca con una fideiussione bancaria o assicurativa ed estinzione degli atti esecutivi dei concessionari previa richiesta di rateazione delle somme iscritte a ruolo, in deroga a quanto stabilito dall’art. 26 del D.Lgs. n° 46/99.
circolare 106 del 28 settembre 2005
Rateazioni contributive e riduzione delle sanzioni civili. Modifiche alla competenza decisionale approvate in via sperimentale con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 340 del 21.9.2005.
circolare 84 del 30 giugno 2006 Delibera del Consiglio di Amministrazione n. 175 del 7.6.2006.
circolare 92 del 21 ottobre 2008 Variazione del tasso di differimento, di dilazione e della somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
circolare 52 del 7 aprile 2009
Variazione del tasso di differimento, di dilazione e della somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
circolare 78 del 29 maggio 2009
Variazione del tasso di differimento, di dilazione e della somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.
circolare 106 del 3 agosto 2010  
Determinazione n. 250 del 18 dicembre 2009 e n. 106 del 07 maggio 2010. Modifiche della disciplina delle rateazioni dei crediti in fase amministrativa e iscritti a ruolo.
 
   
messaggio 000333 del 18 luglio 2002 Procedura di gestione delle domande di rateazione su cartella esattoriale.
messaggio 000072 del 19 giugno 2003 Provvedimenti di sospensione disposti dall'Autorità Giudiziaria - Problematiche varie.
messaggio  006070 del 21 febbraio 2005
RUOLI ESATTORIALI rilascio funzionalità sospensione/revoca sospensione crediti settore agricolo iscritti a ruolo - applicazione CIRC. N° 140/04.
DILAZIONI SU CARTELLA - chiarimenti - applicazione art. 26 del d.lgs. N. 46/99 - provvedimenti di sospensione effettuati con ritardo-ripercussioni negative per i contribuenti
messaggio 013989 del 04 aprile 2005 Procedura rateazioni amministrative – Modalità operative
messaggio 035233 del 24 ottobre 2005 Nuove funzionalità delle procedure dilazioni (amministrative DM e su cartella esattoriale):piano ammortamento provvisorio,competenza decisionale,
disposizioni di carattere amministrativo.
messaggio 009983 del 31 marzo 2006 GESTIONE ARTIGIANI COMMERCIANTI - Domande di dilazione amministrativa – Gestione delle eccedenze
messaggio 003486 del 11 febbraio 2008
Dilazioni su cartella esattoriale- Consultazioni pagamenti maggio rateazione- variazione matricola operatore
messaggio 006292 del 14 marzo 2008
Pagamento dilazionato dei debiti contributivi - Articolo 36 della Legge n. 31/2008

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