Faq - Lavoratori dipendenti

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I contenuti informativi presenti in questa Area sono in corso di aggiornamento.

Nel caso di figli naturali legalmente riconosciuti da entrambi i genitori, se il genitore che convive con i figli non lavora o non ha una posizione tutelata, quale dei due genitori può presentare la domanda di assegno per il nucleo familiare?

La domanda deve essere presentata dal genitore naturale titolare di un rapporto di lavoro (o altra posizione tutelata), il quale allegherà alla domanda una dichiarazione reddituale rilasciata sul modello ANF/FN (SR65) dal genitore naturale convivente con i figli. Nel caso in cui la domanda sia inoltrata al datore di lavoro essa dovrà essere corredata dal modello di autorizzazione ANF43 rilasciato dall’INPS.

Nel caso di coniugi separati/divorziati, se il coniuge affidatario non lavora o non ha una posizione tutelata e vuole richiedere l’assegno per il nucleo familiare sulla posizione dell’altro genitore ai sensi dell’art.211 della L.151/75, quale dei due genitori deve presentare la domanda di assegno per il nucleo familiare?

Il genitore separato/divorziato che non lavora o non ha una posizione tutelata e intende richiedere l’assegno per il nucleo familiare sulla posizione dell’altro genitore ai sensi dell’art.211 della L.151/1975 deve presentare direttamente la domanda di prestazione che, se inoltrata al datore di lavoro, deve essere corredata dal modello di autorizzazione ANF43 rilasciato dall’INPS.

 

In caso di madre casalinga, da quale data il padre può chiedere i riposi giornalieri?

Analogamente a quanto previsto per le madri lavoratrici autonome, anche in caso di madre casalinga, il padre lavoratore può chiedere i riposi giornalieri a decorrere dal giorno successivo ai tre mesi dopo il parto. In caso di parto plurimo, il padre dipendente può fruire del raddoppio dei riposi e le ore aggiuntive possono essere utilizzate dal padre stesso anche durante i 3 mesi dopo il parto (circolare Inps n. 112 del 15.10.2009).

L’assegno per il nucleo familiare per i nipoti di cui alla Sentenza della Corte Costituzionale n.180/1999 può essere richiesto oltre che dai nonni anche dai bisnonni?

La Sentenza della Corte Costituzionale n.180/99 prevede l’equiparazione ai figli legittimi dei nipoti minori in linea retta viventi a carico dell’ascendente, pertanto anche i bisnonni in quanto ascendenti possono richiedere l’assegno per il nucleo familiare ai sensi della citata Sentenza purchè ricorrano tutte le condizioni previste dalla normativa di settore e siano state acquisite le dichiarazioni di tutti i nonni che non provvedono al mantenimento dei nipoti.


Le lavoratrici in maternità durante un periodo in cui non sono alle dipendenze di un datore di lavoro hanno diritto agli assegni per il nucleo familiare?


Le lavoratrici che hanno diritto all’indennità di maternità possono percepire gli assegni per il nucleo familiare solo se risultano occupate alle dipendenze di un datore di lavoro per almeno una settimana prima dell’inizio del periodo di maternità. In caso contrario non hanno diritto agli assegni per il nucleo familiare.

A chi spetta l’assegno per il nucleo familiare nel caso di affidamento congiunto dei figli a genitori separati o divorziati?

La percezione dell’assegno è stabilita da un accordo tra gli stessi genitori a prescindere dalla residenza anagrafica dei figli. In mancanza di accordo, l’assegno è pagato al genitore convivente con i figli.

A chi spetta l’assegno per il nucleo familiare per un figlio nato dopo la separazione dei genitori?

Premesso che il concepimento di un figlio da parte di due coniugi separati non fa cessare l’efficacia del provvedimento di separazione, l’assegno spetta al genitore convivente con il figlio risultante dallo stato di famiglia, che può chiedere alla sede INPS di residenza l’autorizzazione, nell’attesa di un formale provvedimento di affidamento.

Gli arretrati di retribuzione vanno computati nell’anno di effettiva corresponsione o nell’anno al quale sono riferiti?

Gli arretrati di retribuzione devono essere compresi nell’anno di effettiva corresponsione.

Quanti coniugi possono essere inseriti nel nucleo familiare in caso di poligamia?

Poiché nell’ordinamento italiano il rapporto di coniugio è esclusivamente monogamico, nel nucleo può essere incluso un solo coniuge.

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