Assegni straordinari

Data: 31/03/2016

  A CHI SPETTA

Gli assegni straordinari, prestazioni a sostegno del reddito a totale carico dei datori di lavoro, sono riconosciuti a seguito di accordi aziendali stipulati nel quadro dei processi di agevolazione all’esodo in favore dei lavoratori a tempo indeterminato che raggiungano i requisiti previsti per la pensione (la più prossima tra anticipata, vecchiaia o secondo i requisiti previsti dal comma 15-bis dell’art. 24 della legge n. 214/2011) entro un determinato periodo.

 

In particolare, destinatario delle prestazioni straordinarie è il personale dipendente (i dirigenti sono destinatari della prestazione solo se espressamente contemplati dal regolamento di settore) coinvolto in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale che si trovi nelle condizioni di maturare i requisiti per la fruizione del trattamento pensionistico entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.

 

Per i periodi di erogazione dell’assegno straordinario, ricompresi fra la cessazione del rapporto di lavoro e la maturazione dei requisiti di età e di contribuzione richiesti per il perfezionamento del diritto a pensione, il Fondo versa la contribuzione correlata dovuta alla competente gestione previdenziale obbligatoria di iscrizione.

 

Se l’assegno straordinario è erogato in unica soluzione non è dovuta la contribuzione correlata che pertanto non viene versata.

 

Nel caso in cui il lavoratore sia già titolare di pensione di invalidità ovvero di assegno ordinario di invalidità, non può essere accolta la domanda di prestazione finalizzata alla pensione anticipata.

 

    Attualmente i Fondi che erogano l’assegno straordinario sono:

     

    Credito ordinario (decreto interministeriale n. 83486 del 28 luglio 2014, circolare Inps n. 90 del 6 maggio 2015)

     

    Prestazione economica finanziata per intero dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende di credito ordinario che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012, entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro)

     

    Credito cooperativo (decreto interministeriale n. 82761 del 20 giugno 2014, circolare Inps n. 104 del 21 maggio 2015)

     

    Prestazione economica finanziata per intero dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende di credito cooperativo che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012, entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro)

     

    Esattoriali (decreto interministeriale  n. 95439 del 18 aprile 2016)

    Prestazione economica corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti (compresi i dirigenti) di aziende esattoriali che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012.

     

    Poste Italiane (decreto interministeriale n. 78642 del 24 gennaio 2014, circolare Inps n. 95 del 13 maggio 2015)

     

    Prestazione economica finanziata per intero dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti del gruppo Poste Italiane S.p.A. che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012, entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro)

     

    Ferrovie dello Stato Italiane (decreto interministeriale n. 86984 del 9 gennaio 2015, circolare Inps n. 208 del 29 dicembre 2015)

     

    Prestazione economica finanziata per intero dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti di aziende del gruppo Ferrovie dello Stato italiane che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012, entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro)

     

    Imprese assicuratrici e società di assistenza (decreto interministeriale n. 78459 del 17 gennaio 2014, circolare Inps n. 56 del 10 marzo 2015)

     

    Prestazione economica finanziata per intero dal datore di lavoro e corrisposta fino alla maturazione del diritto alla pensione in favore dei lavoratori dipendenti di aziende assicurative che maturino i requisiti necessari per la pensione (la più prossima tra la pensione anticipata e la pensione di vecchiaia, o secondo i requisiti eccezionali previsti dal comma 15-bis della legge n. 214/2012, entro un periodo massimo di 60 mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro)

 

LA DOMANDA

Dal 1° agosto 2015 la domanda di assegno straordinario deve essere presentata dal datore di lavoro alla competente Sede Polo Inps (cfr. Messaggi n. 4621 del 07-07-2015, n. 4709 del 10/07/2015 e n. 5119 del 13 agosto 2015). La domanda, redatta utilizzando il modulo presente nella sezione modulistica - Assicurato pensionato - “Domanda di assegno straordinario da erogarsi in forma rateale”), deve essere sottoscritta dal lavoratore e dal legale rappresentante dell’azienda.

 

QUANDO SPETTA

L’assegno straordinario è liquidato con decorrenza dal primo giorno del mese successivo a quello della risoluzione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla data di presentazione della relativa domanda. Tra la data di cessazione del rapporto di lavoro e la decorrenza dell’assegno straordinario non deve sussistere soluzione di continuità.

 

L’assegno straordinario cessa di essere erogato alla scadenza e non è prevista la trasformazione automatica in pensione; l’interessato ha quindi l’onere di presentare in tempo utile la domanda di pensione.

 

QUANTO SPETTA

Il calcolo dell’assegno straordinario si effettua, con le stesse modalità utilizzate per il calcolo della pensione. In particolare, il valore dell’assegno straordinario è pari all’importo del trattamento pensionistico (anticipato o di vecchiaia) che teoricamente spetterebbe all’interessato al momento della risoluzione del rapporto di lavoro, con l’aggiunta dei periodi di esodo per i quali l’azienda si impegna a versare la contribuzione correlata.

 

Il lavoratore può optare per l’erogazione in unica soluzione. In tale caso l’assegno straordinario una tantum è pari a un importo corrispondente a una percentuale, stabilita dal regolamento di ciascun Fondo, di quanto sarebbe spettato se l’erogazione della prestazione straordinaria fosse avvenuta - al momento della cessazione del rapporto di lavoro - in forma rateale; l’importo viene poi attualizzato secondo i criteri stabiliti da ciascun regolamento. La contribuzione correlata non è dovuta e, pertanto, non viene versata dall’azienda esodante. Anche in questo caso è necessario che in capo al lavoratore sussistano i requisiti soggettivi previsti per l’accesso alla prestazione straordinaria.

 

Il pagamento dell’assegno straordinario è corrisposto, a seconda delle regole di funzionamento di ciascun Fondo, per 12 o 13 mensilità ed è disposto, come per la generalità delle pensioni pagate dall’Inps, in rate mensili anticipate la cui esigibilità è fissata al primo giorno bancabile di ciascun mese.

 

Il regime fiscale dell’assegno straordinario è quello della tassazione ordinaria. Fa eccezione l’assegno straordinario dei Fondi bancari e di Poste Italiane per i quali vige il regime della tassazione separata con aliquota Tfr.

 

Gli assegni straordinari sono incompatibili con i redditi da lavoro dipendente e autonomo eventualmente percepiti, durante il periodo di fruizione degli assegni medesimi, derivanti da attività lavorativa prestata a favore di aziende che svolgono attività in concorrenza con il datore di lavoro presso cui prestava servizio l'interessato. Per lo svolgimento di attività di lavoro dipendente o autonomo non in concorrenza il regolamento del singolo Fondo può prevedere una trattenuta sull’assegno straordinario per incumulabilità. Il lavoratore in assegno straordinario che svolge attività di lavoro è tenuto a comunicare tempestivamente, al datore di lavoro che finanzia l’assegno straordinario e al Fondo di sostegno al reddito (per il tramite della Sede Inps di competenza), lo svolgimento dell’attività lavorativa dipendente o autonoma. In caso di inadempimento dell’obbligo di comunicazione, perde il diritto alla prestazione con i restituzione delle somme indebitamente percepite, oltre agli interessi e alla rivalutazione capitale, mentre la contribuzione correlata viene cancellata.

 

Per l’erogazione dell’assegno straordinario il datore di lavoro deve provvedere al versamento anticipato mensile dell’importo a copertura della prestazione.

 

RUOLO DELL' INPS

L’Istituto provvede a:

  • verificare i requisiti richiesti all’azienda per l’accesso all’assegno straordinario;
  • attribuire il codice di accreditamento all’azienda;
  • rilasciare all’azienda esodante il PIN o la sua estensione per l’accesso alle procedure automatizzate di pagamento della prestazione;
  • verificare la sussistenza dei requisiti soggettivi in capo al lavoratore;
  • liquidare l’assegno straordinario;
  • quantificare mensilmente il costo per ciascuna azienda esodante e richiedere la provvista anticipata al fine di erogare mensilmente l’assegno straordinario ai lavoratori;
  • effettuare e certificare le ritenute erariali;
  • quantificare annualmente i costi di gestione.

Trattamento di fine rapporto: somma che il datore di lavoro deve corrispondere al proprio dipendente alla cessazione del rapporto, corrispondente alla sommatoria delle quote di retribuzione accantonate e rivalutate annualmente.

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