Mediterraneo: dalla fuga dei cervelli alla mobilità della cultura

Ha scritto l’ambasciatore Ferdinando Salleo in una riflessione sulle primavere arabe: “ (…) Il volet educativo, l' unico moderatamente attivo nell' ambito dello sfortunato "processo di Barcellona", può essere rilanciato con l' accento sulla formazione. (…) “ (*)

L’Inpdap e l’Emuni (l’università euro-mediterranea) sono da sempre impegnati – nei diversi ambiti di competenza - sul tema della formazione nell’area euro-mediterranea con particolare attenzione alla mobilità degli studenti e dei docenti e allo scambio di esperienze accademiche e istituzionali di alto profilo ai vari livelli.

A tale proposito, le due istituzioni hanno siglato un accordo attraverso il quale sono stati istituiti 11 master universitari, proposti da Emuni e finanziati dall’Inpdap, attraverso la erogazione di borse di studio.

Tali master, altamente professionalizzanti e riguardanti temi di profonda attualità nell’area mediterranea, si svolgeranno presso istituzioni appartenenti a diversi paesi dell’area euromediterranea.

Dell’accordo si è parlato in un incontro che si è svolto a Roma al quale hanno partecipato tra gli altri il dott. Enrico Matteo Ponti, consigliere Consiglio di indirizzo e vigilanza dell'Inpdap, il prof. Joseph Mifsud, presidente di Emuni University, il prof. Vincenzo Scotti, presidente Link Campus University e il Prof. Ilan Chet, Deputy Secretary-General, Unione per il Mediterraneo.

Il prof. Scotti ha sottolineato che si deve “lavorare per favorire la cooperazione scientifica e universitaria tra i paesi della sponda sud del Mediterraneo e quella europea. E in tal senso l’Inpdap, firmando quest’accordo facilita questo processo, dimostrando di avere coraggio e lungimiranza”.

“La grande sfida – ha aggiunto il prof. Scotti – è di riuscire a internazionalizzare le diverse università, ritornando alle origini quando l’università di Bologna e quella di Parigi erano una cosa sola e universitas esprimeva proprio questo concetto. Poi si è tornati indietro e siamo finiti ognuno nel proprio cortile. “Oggi – ribadisce il prof. Scotti - c’è una crisi delle università di fronte alle sfide del mondo contemporaneo e gli obiettivi di questa iniziativa, appunto, sono proprio quelli di rispondere alle sfide del tempo presente , mettendo insieme energie e risorse di università diverse per realizzare progetti comuni”.

“L’Inpdap – ha continuato il prof. Scotti - dà un segnale di straordinaria importanza e lungimiranza che va nella direzione del futuro, non è importante il numero delle borse di studio messe a disposizione quanto il lievito che l’iniziativa pone sulla strada del futuro”.

“Non bisogna farsi prendere dalla paura dettata del contingente ma bisogna guardare con fiducia al futuro. “Non dobbiamo stancarsi mai - ha concluso il prof. Scotti - di favorire il dialogo tra i popoli e questo, sono convinto, passa inevitabilmente attraverso la formazione dei giovani”.

All’intervento del prof. Scotti è seguito quello del dott. Ponti che, oltre a portare i saluti del presidente dell’Istituto e del presidente del Civ ha subito espresso con forza che “l’Inpdap non è solo pensioni ma anche welfare”. In questo particolare momento – ha detto il dott. Ponti -, caratterizzato dalla riduzione degli investimenti in favore della cultura, l’Istituto vuole dare un segnale in controtendenza, dimostrando da un lato la vocazione e la sensibilità verso i giovani e dall’altro che la cultura possa rappresentare uno strumento di pace fra i popoli. E’ importante scambiare conoscenze e creare liaison, relazioni, tra i giovani e quindi investire sulla loro volontà di vivere in pace. L’Inpdap, attraverso i suoi organi di governo, dimostra ancora una volta di non essere un’amministrazione fredda e distaccata ma al contrario di voler sempre più immergersi nella società di cui fa parte ma anche in quelle oltre confine”.

“Quello di oggi – ha concluso il dott. Ponti – non rimarrà un accordo isolato ma rappresenta un passo di un lungo cammino che l’Inpdap ha intrapreso già da tempo e che intende proseguire con rinnovata convinzione e maggiore determinazione”.

All’incontro erano presenti e sono intervenuti i rappresentanti delle università sede dei master: il rettore dell’Università di Haifa (Israele), il presidente del’Università Al-Najah (Palestina); il rettore, il vice rettore e il responsabile master dell’Università di Murcia (Spagna); il rettore del Politecnico di studi aziendali di Lugano (Svizzera); il vice rettore e responsabile master dell’Università di Cadiz (Spagna) e la presidente dell’Istituto euro-mediterraneo in Scienza del rischio.

(*) “L’occasione storica  delle primavera arabe” – Repubblica – 1° novembre 2011.

Novembre 2011

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