Argentina

L'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con diversi Stati esteri. La Convenzione con l'Argentina è in vigore dal 1° gennaio 1984 e si applica a tutti i lavoratori, nonché ai loro familiari e superstiti, indipendentemente dalla loro cittadinanza, che possono far valere periodi di assicurazione in Italia e in Argentina.

La Convenzione tra Italia e Argentina+

La Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Argentina (pdf 96KB) è stata stipulata il 3 novembre 1981 a Buenos Aires e ratificata con la legge 18 gennaio 1983, n. 32 (pdf 49KB). L'Accordo amministrativo (pdf 505KB) è stato firmato il 15 dicembre 1983. La Convenzione è in vigore dal 1° gennaio 1984.

Campo di applicazione e requisiti per la totalizzazione+

Per quanto riguarda l'Italia, la Convenzione si applica all'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e autonomi, all'assicurazione per la maternità, per la malattia e la tubercolosi, all'assicurazione per gli assegni familiari e all'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

A determinate condizioni, si applica anche ai trattamenti di previdenza sostitutivi dell'assicurazione generale, come i fondi speciali di previdenza gestiti dall'INPS e altri regimi speciali di assicurazione di alcune categorie di lavoratori ex ENPALS, INPGI ed ex INPDAI.

In base all'Accordo italo-argentino, le prestazioni erogabili dall'Italia sono:

  • pensioni di vecchiaia, invalidità e ai superstiti;
  • prestazioni di malattia e maternità per i lavoratori e loro familiari;
  • prestazioni di malattia in natura ai titolari di pensione e ai loro familiari;
  • prestazioni in caso di tubercolosi, in natura o in denaro;
  • prestazioni per familiari a carico del lavoratore;
  • prestazioni per familiari a carico del beneficiario di una pensione o rendita (erogate dallo Stato di residenza del beneficiario);
  • prestazioni per infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Per informazioni sulle prestazioni pensionistiche erogate dall'Argentina in regime di convenzione bilaterale, si consiglia la consultazione dell'ANSES – Administración Nacional de la Seguridad Social, Amministrazione nazionale della sicurezza sociale.

Ai fini della prestazione sia argentina che italiana, la totalizzazione internazionale richiede un minimo di 52 settimane di contribuzione.

Ai fini dell'ammissione all'assicurazione volontaria prevista dalla legislazione italiana, i periodi di contribuzione accreditati in Italia possono essere totalizzati con i periodi di assicurazione in Argentina ed è richiesta almeno una settimana di contribuzione da lavoro effettivo in Italia.

I periodi di assicurazione inferiori alle 52 settimane maturate in uno Stato (che non danno luogo, quindi, alla totalizzazione internazionale) sono comunque presi in considerazione dall'altro Stato, sia ai fini dell'accertamento del diritto, che per la determinazione dell'importo. Questo solo se il lavoratore ha maturato nell'altro Stato il periodo minimo previsto dall'Accordo e non matura il diritto a una prestazione senza fare ricorso alla totalizzazione internazionale.

La totalizzazione multipla consente di totalizzare periodi assicurativi maturati in Stati diversi da Italia e Argentina. In particolare, la Convenzione stabilisce che, se i requisiti per il diritto a pensione non risultano conseguiti con la totalizzazione internazionale dei periodi assicurativi compiuti in Italia e in Argentina, devono essere presi in considerazione anche i periodi compiuti in Stati terzi, legati sia all'Italia che all'Argentina da distinte Convenzioni di sicurezza sociali, che prevedono la totalizzazione internazionale dei periodi assicurativi. La Convenzione dispone, inoltre, che se uno solo dei due Stati contraenti è legato a uno Stato terzo da una Convenzione di sicurezza sociale che prevede la totalizzazione internazionale dei periodi di assicurazione, tale Stato prende in considerazione anche i periodi compiuti nel terzo Stato.

La domanda+

L'interessato deve presentare la domanda di pensione sui seguenti modelli presenti nell'apposita sezione modulistica: IT/ARG 3 - COD. CI 003 "Domanda di prestazioni pensionistiche argentine per residenti in Italia" (versione in italiano e spagnolo) o ARG/IT 3 - COD. CI 004 "Domanda di prestazioni pensionistiche italiane per residenti in Argentina" (versione in italiano e spagnolo).

I residenti in Italia devono presentare la domanda di pensione in convenzione con l'Argentina online sul sito INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare la domanda tramite:

 Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;

 enti di patronato e altri intermediari dell'Istituto autorizzati, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

 

Entro 15 giorni dalla presentazione della domanda di pensione in convenzione, o della domanda di sola pensione estera, è necessario produrre la documentazione cartacea alla sede INPS competente per residenza, che la trasmette poi all'istituzione estera.

Per maggiori informazioni o eventuali altre necessità, gli interessati possono rivolgersi anche agli enti di patronato, riconosciuti dalla legge e abilitati ad assistere gratuitamente i lavoratori nello svolgimento delle pratiche previdenziali e assistenziali.

I residenti in Argentina con periodi assicurativi anche in Italia devono presentare la domanda di pensione in convenzione all'ANSES, in qualità di Istituzione estera del luogo di residenza, che provvederà a trasmetterla con i formulari previsti dall'Accordo al seguente polo INPS specializzato:

Direzione provinciale INPS Venezia
Dorsoduro, 3519/I
30123 - Venezia

Tel. +39 041 2702511
Fax +39 041 9654200
Indirizzo email: direzione.provinciale.venezia@postacert.inps.gov

Anche i residenti in Argentina possono avvalersi dell'assistenza gratuita degli enti di patronato presenti in Argentina, oltre che degli uffici consolari.

Contatti ANSES

ANSES - Unidad de Convenios Internacionales de la Administración Nacional de la Seguridad Social
TTe. Gral. Juan Peron, 332
C1038AAH Buenos Aires
Republica Argentina

Pablo Temer
Indirizzo email: pgtemer@anses.gov.ar

Regime fiscale dei non residenti in Italia+

In applicazione dell'articolo 14, legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente), al contribuente residente all'estero sono assicurate le informazioni fiscali attraverso:

  • i siti del Ministero dell'Economia e delle Finanze e dell'Agenzia delle Entrate;
  • gli sportelli self-service di alcuni consolati (Bruxelles, Toronto, Parigi, Francoforte, New York, Buenos Aires);
  • le pubblicazioni, le guide e le istruzioni disponibili sia cartacee che sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

Secondo la legge italiana chiunque possiede redditi prodotti in Italia, anche se residente all'estero, deve dichiararli all'amministrazione finanziaria, salvo i casi di esonero previsti dalla legge. I non residenti devono presentare la dichiarazione al fisco italiano utilizzando il modello UNICO

Per essere considerati “non residenti” esclusivamente ai fini fiscali devono sussistere le seguenti condizioni:

  • non essere stati iscritti nell'anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell'anno (183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili);
  • non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell'anno;
  • non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell'anno.

Detti requisiti sono tra loro alternativi e non concorrenti. Ai sensi della legislazione italiana e salvo prova contraria, lo stesso vale per i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi dei residenti ed emigrati in stati o territori con un regime fiscale privilegiato, come previsto dal decreto del Ministro delle Finanze del 4 maggio 1999 e successive modifiche e integrazioni.

In merito alla residenza, per le prestazioni e i benefici economici di natura assistenziale si applica la disciplina prevista dalla specifica normativa vigente. 

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti o stabili organizzazioni residenti nel territorio dello Stato, sono imponibili in linea generale in Italia. Con alcuni Paesi sono in vigore convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

Le pensioni dei cittadini non residenti possono essere tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni erogate a carico delle gestioni previdenziali private o di pensioni a carico delle gestioni pubbliche.

Tassazione pensioni delle gestioni private e pubbliche+

Per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati, la Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con l'Argentina (legge 27 aprile 1982, n. 282), all'articolo 18 prevede che «[...] le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate a un residente di uno Stato contraente in relazione a un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato».

Per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici, la stessa Convenzione prevede, all'articolo 19, comma 2, punto a) che «Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una suddivisione politica, amministrativa o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato», e al punto b) che «Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell'altro Stato contraente se la persona fisica sia un residente di questo Stato e ne abbia la nazionalità».

Come richiedere l'applicazione delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale+

Il pensionato che risiede in Argentina, se in possesso dei requisiti specificamente previsti dalla Convenzione, può chiedere all'INPS l'applicazione della norma convenzionale al fine di ottenere il trattamento fiscale più favorevole ivi previsto.

A tal fine, il pensionato dovrà presentare in originale alla sede INPS che gestisce la prestazione erogata uno dei seguenti moduli disponibili nell’apposita sezione modulistica:

  • CI531-EP-I1 modulo italiano-inglese;
  • CI532-EP-I2 modulo italiano-francese;
  • CI533-EP-I3 modulo italiano-tedesco;
  • CI534-EP-I4 modulo italiano-spagnolo.

I modelli sono predisposti unilateralmente dall'Italia e accettati dalla maggior parte dei paesi partner dei trattati.

Il modello deve contenere la necessaria attestazione della residenza fiscale estera rilasciata dalla competente Autorità straniera.

Per le ritenute operate negli anni pregressi, il pensionato residente in Argentina potrà presentare la richiesta di rimborso all'Agenzia delle Entrate - Centro Operativo di Pescara, Via Rio Sparto 21, 65100 Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dalla data di prelevamento dell'imposta (articoli 37 e 38, decreto Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602).

La richiesta deve contenere l'attestazione di residenza ai fini tributari nel Paese estero, rilasciata dalla competente Autorità fiscale, la dichiarazione di esistenza di eventuali altre specifiche condizioni previste dalla Convenzione e deve essere corredata della documentazione che comprovi il prelievo effettivo dell'imposta.

Possibilità per l’assicurato di sommare, ai soli fini dell’accertamento del diritto a pensione, periodi assicurativi italiani ed esteri maturati in Paesi UE e in Paesi extraUE convenzionati.

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Possibilità di sommare i contributi versati in paesi terzi che risultano legati a loro volta da analoghi accordi internazionali sia all’Italia sia all’altro stato contraente.

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Modello ordinario per la dichiarazione dei redditi.

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